"L'albero degli zoccoli", 40 anni dalla Palma d'Oro: Treviglio omaggia Olmi - BergamoNews
Al teatro nuovo

“L’albero degli zoccoli”, 40 anni dalla Palma d’Oro: Treviglio omaggia Olmi

Un capolavoro destinato a ritrarre una civiltà, quella contadina, sull'orlo dell’estinzione e che quest’anno si appresta ad essere “riscoperta”

Correva l’anno 1978 quando una giuria, presieduta dal regista americano Alan Pakula, conferì la Palma d’oro del festival di Cannes a “L’albero degli zoccoli”. Un capolavoro questo film destinato a ritrarre una civiltà, quella contadina, sull’orlo dell’estinzione e che quest’anno, in occasione del 40esimo anniversario, si appresta ad essere “riscoperta”.

L’evento di apertura e presentazione delle varie iniziative in programma per il 40° anniversario della Palma d’Oro al Festival internazionale del Cinema di Cannes per il film ‘L’albero degli zoccoli’ di Ermanno Olmi si è tenuto sabato 24 febbraio al TNT, Teatro Nuovo Treviglio, cittadina nella quale il maestro ha ricevuto la cittadinanza onoraria.

Tra gli ospiti alla cerimonia, oltre alla figlia Elisabetta, erano presente anche la regista Federica Ravera che ha presentato parti di un docufilm in corso di realizzazione, il segretario di produzione Enrico Leoni, il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi (nel tavolo tecnico per le celebrazioni) e il sindaco di Treviglio Juri Imeri.

Raffaele De Berti, professore associato all’Università degli Studi di Milano dove insegna Storia e critica del cinema e Cinematografia documentaria, ha inquadrare la figura di Ermanno Olmi e il film ‘L’albero degli zoccoli’ all’interno del contesto nazionale e internazionale del storia del cinema.

leggi anche
  • Cinema in lutto
    È morto Ermanno Olmi, 40 anni fa la palma a Cannes per l’Albero degli Zoccoli
    Ermanno Olmi
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI

Per favore, disabilita AdBlock per continuare a leggere.

Bergamonews è un quotidiano online gratuito che non riceve finanziamenti pubblici: l’unica fonte di sostegno del nostro lavoro è rappresentata dalle inserzioni pubblicitarie, che ci permettono di esistere e di coprire i costi di gestione e del personale.
Per visualizzare i nostri contenuti, scritti e prodotti da giornalisti a tempo pieno, non chiediamo e non chiederemo mai un pagamento: in cambio, però, vi preghiamo di accettare la presenza dei banner, per consentire a Bergamonews di restare un giornale gratuito.
Vuoi continuare a leggere BergamoNews senza pubblicità? Scopri come su bergamonewsfriends.it