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Grazie, ma senza i gol del Papu non si vola: caro Gasp, (ri)portaci in Europa

Grande Atalanta, meglio del Borussia, però vanno avanti i tedeschi. Tante emozioni nella notte magica dei rimpianti

La foto che avevamo scattato al tabellone luminoso del Westfallen Stadion a Dortmund, che segnava il 2-2, resta una specie di illusione ottica. Molto amara. L’ha ammesso anche Gasperini, che forse quel gol al 91′ ha cambiato tanto, nelle prospettive e nei sogni nerazzurri, costringendo l’Atalanta a fare comunque due gol anche a Reggio, per passare.

Così non è stato e perciò l’Atalanta è fuori dai giochi, “questo è il calcio e se hai dato il massimo come abbiamo fatto noi, siamo molto orgogliosi”, precisa Gasp. “Siamo rammaricati, ma è stata una grande emozione e abbiamo saputo spostare Bergamo e creare qui a Reggio un ambiente incredibile, con tanto entusiasmo. Di questo non posso certo essere deluso”.

Onore ai vinti e il “grazie ragazzi” del muro nerazzurro a fine partita emoziona, commuove ed è una molla straordinaria per ripartire, per convincere Gasp a dire, anche se avrà di fronte la Juve nelle prossime due partite per campionato e Coppa Italia, che “il pronostico è difficile ma siamo testardi e faremo il massimo in campionato per arrivare il più in alto possibile e giocare anche l’anno prossimo in Europa”.

Grazie ragazzi. Però fa male, molto male uscire così. Prima quel gol al 91′ a Dortmund, poi quella rete con la palla schizzata via dalle mani di Berisha, a sette minuti dalla fine. Quando sembrava che fosse l’Atalanta, a staccare il pass per gli ottavi dell’Europa League. Quando però un errore del Papu, appena due minuti prima, aveva mancato il colpo del ko, con quel pallone tirato addosso al portiere. E si sa com’è la dura legge del calcio, gol sbagliato… gol subìto. Che rabbia!

Perché se la serie A è spietata, l’Europa lo è ancora di più, quando fai l’esame per decidere se sei dentro o fuori. In 180 minuti non puoi permetterti di sbagliare, eh no. Quasi quasi fa più male ancora arrivare così, alla conclusione: dopo una prova d’orchestra da grande squadra, che in Europa ha dimostrato di stare all’altezza delle più forti, di dare spettacolo e ricevere applausi da tutti. Come sentire l’allenatore del Borussia Stoeger che ammette: “Siamo stati fortunati”. Però intanto vanno avanti loro… magari anche più furbi o capaci di restare comunque in partita fino all’ultimo.

All’Atalanta restano tanti complimenti e pacche sulle spalle e una squadra che avrebbe meritato, più dei tedeschi, di andare avanti. Per il suo cuore, la sua tecnica, la capacità di regalare emozioni nel ribattere colpo su colpo ai tentativi gialloneri. Il Borussia non ha mai graffiato veramente, l’Atalanta è stata esemplare nella sfida di ritorno, dai suoi difensori con licenza di fare gol ai centrocampisti che hanno fatto diga e sono arrivati a un passo dal raddoppio (il solito Cristante di testa, ancora nel primo tempo). Ilicic aveva già dato con la doppietta a Dortmund e ha provato a suonare la carica. E non si può dire che abbia sbagliato Gasperini a riproporre la stessa formazione dell’andata, perché l’Atalanta ha giocato un gran primo tempo e poi ha tenuto bene nel secondo, meglio del Borussia.

È mancato invece il tocco del fuoriclasse, che poteva davvero far volare l’Atalanta: magari il Papu se la sognerà di notte, quella palla-gol sbagliata due minuti prima del pareggio tedesco e purtroppo questa Atalanta che esce a testa altissima dall’Europa avrebbe tanto avuto bisogno dei gol di Gomez. Speriamo di rivederli prima possibile, visto che mancano tre mesi alla chiusura della stagione.

Il calcio è tanto bello quanto semplice, elementare. Perché si dice sempre che se hai un bravo portiere e un centravanti che fa gol sei in una botte di ferro. Ecco, se consideriamo veniale l’errore di Berisha, però quello del Papu è più pesante. Basta, per trasformare una notte magica nella notte dei rimpianti.

Ma grazie Atalanta, che ci hai fatto sognare. Caro Gasp, (ri)portaci in Europa…

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