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Sofia e Michela, l’oro di Bergamo: le amiche campionesse olimpiche

Goggia e Moioli non hanno deluso le grandi aspettative che c’erano su di loro: a Pyeongchang hanno realizzato il sogno di una vita.

Erano le più attese, le più grandi speranze azzurre per la medaglia più pregiata: Sofia Goggia e Michela Moioli partivano per la Corea con un grosso peso sulle spalle, quello di non deludere le grandi aspettative che si erano create attorno ai loro nomi.

Leader nella coppa del mondo di discesa una, davanti a tutte in quella di snowboardcross l’altra: due biglietti da visita niente male per l’appuntamento olimpico che, come hanno dimostrato i risultati, e il riferimento all’oro di Ester Ledecka nel Super G è esplicitamente voluto, fa sempre storia a sè.

Ai cancelletti di partenza di Pyeongchang si è azzerato tutto: nessun calcolo, nessun pettorale rosso da poter sfoggiare, nessuna chance di rivincita.

Lo sa benissimo Michela Moioli, 22enne di Alzano Lombardo che quattro anni fa a Sochi aveva dovuto rinunciare al sogno olimpico per infortunio: sul tracciato coreano si è ripresa tutto con gli interessi, gestendo da padrona ogni round e dominando anche la finale, lasciandosi andare a delle dolcissime lacrime di gioia al traguardo e sul podio.

Per Sofia Goggia, invece, Pyeongchang era la prima esperienza a cinque cerchi: la finanziera di Astino ci è arrivata con la carica e la determinazione che da sempre la contraddistinguono, probabilmente portandosi in valigia anche gli splendidi ricordi coreani della passata stagione quando sulle stesse nevi aveva realizzato una doppietta da sogno, conquistando le sue prime due vittorie in Coppa del Mondo.

Un gigante per trovare il feeling con la rassegna olimpica, un Super G che, col senno di poi, senza l’errore nella parte veloce della pista sarebbe potuto essere trionfale e infine una discesa libera per prendersi la medaglia più bella. E che la consegna alla storia dello sci azzurro perché nessuna donna era riuscita a mettersi al collo l’oro nella disciplina più veloce e prestigiosa dello sci alpino e bisogna tornare fino a Zeno Colò e Oslo ‘52 per il successo in campo maschile.

Il sogno che cullava da bambina sulla neve di Foppolo è diventato realtà una ventina di anni più tardi, a quasi 9mila chilometri di distanza: una liberazione per la campionessa bergamasca che si è fatta impermeabile alle critiche piovute dopo le prove in Gigante e Super G, andando avanti come un caterpillar sulla propria strada, fino a salire sul gradino più alto del podio.

Una medaglia voluta e sudata perché passata la paura per lo spauracchio Lindsey Vonn, che l’aveva battuta sul filo dei centesimi nelle ultime due prove mondiali, la discesa della norvegese Mowinckel ha fatto correre un lungo brivido sulla schiena di Sofia Goggia e di tutti i tifosi italiani.

Amiche e compagne di allenamento, con un bellissimo destino comune, tutto d’oro: Sofia e Michela sono la realtà più bella dello sport azzurro, orgogliosamente Made in Bergamo.

E Michela Moioli così saluta la vittoria di Sofia mercoledì mattina: “You made it, my Friend!”.

(Foto Instagram Michela Moioli)

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