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Ribolla: “Vogliamo che i giovani credano che in Italia ci sia ancora futuro”

Stesse domande per tutti gli intervistati, ma visioni ed opinioni sulla politica e sui giovani differenti. Oggi intervistiamo Alberto Ribolla

Meno dodici giorni al 4 marzo. Poco meno di due settimane ci separa dalla data che porterà gli italiani alle urne per esprimere la propria scelta alle elezioni politiche e regionali. Impazza sui social e sui giornali la fatidica domanda “E i giovani, cosa voteranno”? Noi di BGY ci siamo uniti nella ricerca di una risposta, pubblicando, nel mese di gennaio, un sondaggio che ha cercato di descrivere, senza nessuna pretesa statistica o scientifica, le opinioni politiche dei ragazzi di città e provincia in vista delle elezioni 2018 (LEGGI QUI).

A poco più di 10 giorni  dal voto abbiamo voluto sentire anche alcuni  giovani bergamaschi che, ormai da diversi anni, hanno fatto, almeno in parte,  della politica la propria vita  e che, riportando esperienze vissute sulla propria pelle, possono essere d’aiuto per i giovani eternamente indecisi ed insoddisfatti. Stesse domande per tutti gli intervistati, ma visioni ed opinioni sulla politica e sui giovani differenti. Dopo aver sentito Niccolò Carretta (LEGGI QUI: Carretta: “Ho fiducia nei giovani, ma mi preoccupa la loro mancanza di memoria”) e Andrea Tremaglia (LEGGI QUI: Tremaglia: “Non votate, se non volete, ma interessatevi alla politica per poterla cambiare”), continuiamo le nostre interviste con Alberto Ribolla, consigliere comunale della Lega Nord.

Per un attimo sei un ragazzo qualunque che il 4 marzo andrà a votare. Perché un giovane dovrebbe votare Lega Nord?

“Perché il mio partito è quello che da sempre è più radicato sul territorio e cerca di risolvere in maniera concreta e pragmatica i problemi che possono avere i giovani: penso al lavoro, all’occupazione, le infrastrutture, i soldi che si hanno alla fine del mese. Quello che noi come Lega vogliamo è dare una prospettiva al nostro Paese. Penso alle giovani coppie, quindi, ad esempio, alla questione degli incentivi alle famiglie, alla natalità, asili nido gratis, alla riduzione dei costi per l’imprenditorialità giovanile; alle opportunità, agli incentivi e alle imprese per rimanere sul nostro territorio. Sono tantissimi i giovani che vanno all’estero per lavoro, sappiamo la fuga dei cervelli: ma, d’altronde, qui in Italia la tassazione è altissima e quindi da un lato disincentiva le imprese a restare sul nostro territorio e dall’altro c’è questa problematica del fatto che anche il governo PD con la legge di stabilità ha incentivato le imprese a trasferirsi all’estero. Noi vogliamo ribaltare tutto questo: fare in modo che le imprese restino sul nostro territorio, creando un circolo virtuoso. Più occupazione, più crescita, più consumi per far sì che il nostro paese ricresca. Ci impegniamo anche in ambito scolastico, in particolare per l’alternanza scuola lavoro che, secondo noi, deve essere totalmente trasformata: non deve essere l’occasione per le imprese di sfruttare i giovani, ma deve essere un’occasione per i ragazzi di sfruttare le imprese e quindi di imparare al loro interno. Fondamentali sono la  tassazione e la burocratizzazione: riducendo entrambi crei le condizioni per far ripartire il paese. Pensiamo anche alla sicurezza e all’immigrazione che è strettamente legata alla sicurezza: è una questione che interessa tanto ai giovani, in tanti hanno paura ad uscire da soli, specialmente in zona stazione a Bergamo. C’è bisogno di più forze dell’ordine, un territorio più controllato, con dotazioni adeguate per la polizia. L’autonomia, infine, vorremmo che fosse al centro dell’agenda politica perché e da questo che può partire la nostra ricrescita: l’autonomia significa responsabilità, gestire le risorse e le competenze sul nostro territorio.”

Sei in politica da diversi anni, cosa vuoi dire ai ragazzi che si tengono sempre più lontani dalla politica?

“Io sono entrato in Lega a 13 anni, sono tesserato da 18 anni e consigliere comunale da 9 anni: ero il più giovane quando sono stato eletto. Il fatto che ci siano dei giovani con i quali interfacciarsi nel mondo della politica porta anche i ragazzi ad essere più aperti al confronto e all’interesse in politica. Purtroppo, trovo i ragazzi molto disinteressati, tanti dicono che non vanno a votare perché “tanto non cambia niente”, altri hanno detto che votano Lega per l’immigrazione o per l’attenzione al territorio. Alcuni mi dicono che non sanno neanche chi sono i candidati ed è per questo che è importante farsi vedere. Sì, perché i giovani vogliono parlare con i giovani e vedendo che qualcuno  in politica della loro stessa età frequenta i loro stessi posti, sono più invogliati ad interessarsi: io parlo spesso con i ragazzi al Capogiro e in altri locali, ma non vado in campagna elettorale, ci andrei comunque perché sono posti che frequento da sempre. Il nostro intento è fargli capire perché è importante andare a votare perché il non voto comporta che siano gli altri a decidere per te. Voglio dire ai ragazzi che questo paese può essere ancora un posto che accoglie i giovani, non è necessario andare all’estero per sviluppare il lavoro e la famiglia. Quello che noi vogliamo fare è far credere di nuovo ai giovani che qui c’è futuro, anche il mio slogan “Il futuro è giovane” è per dire che qui c’è ancora e ci deve essere ancora futuro e qui dobbiamo creare le condizioni per far sì che i giovani restino sul nostro territorio.”

Giovani disinteressati e dalle “passioni tiepide”: è così che la società dipinge la nostra generazione. Secondo te è vero? Hai fiducia nei giovani?

“Secondo me non è da generalizzare, ho trovato tanti ragazzi interessati, anche se non è la maggioranza, purtroppo. In tanti non credono più nella politica perché la politica è lontana anche per colpa di alcuni partiti che fanno vedere, in modo errato, che tutti gli altri hanno fatto schifezze, anche se non è così. e questo porta tanti giovani a dire che fa tutto schifo. Ma non sono tutti così: ci sono tantissimi giovani della mia età che si impegnano in politica, per la comunità, il territorio, solo per passione: di certo fare il consigliere non ti rende ricco… Ho fiducia, bisogna fare però in modo che la politica dia loro la possibilità di contare e dia loro fiducia e futuro, perché se le cose non cambiano capisco che certi ragazzi siano disinteressati e lontani. Quando ho iniziato a far politica io c’erano più ideali e anche motivi di scontro: c’erano manifestazioni e centri sociali, anche solo il Pacì Paciana era molto diverso. Si sentiva di più lo scontro di piazza, adesso è tutto sui social, ha portato tanto scollamento e disinteresse da parte dei ragazzi. Quindi, il primo punto che dobbiamo riconquistare è la loro fiducia.”

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