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Tastiere: quali differenze e come scegliere la più adatta alle nostre esigenze? foto

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Siamo nella rubrica dedicata alla collaborazione con AK Informatica, fornitore di attrezzature da gaming e non da oltre 15 anni con sedi in tutta Italia. Oggi, 20 febbraio 2018, introdurremo le periferiche per eccellenza, richiestissime ed essenziali sia da videogiocatori, sia da chi usa il computer esclusivamente a scopo lavorativo: le tastiere; che riprenderemo nel secondo appuntamento dei mesi successivi, esaminando alcuni tra i più celebri brand e modelli, gentilmente offerti dal negozio di Azzano San Paolo.
Se foste interessati a questa nuova rubrica, vi consigliamo di leggere l’articolo esplicativo che vi chiarirà sicuramente le idee.

La prima domanda che si pone chi si approccia per la prima volta all’apparentemente semplice, ma in realtà immenso, mondo di queste periferiche è “Cosa cambia tra una tastiera da 20 euro e una, che a un occhio meno esperto può sembrare simile, ne costa 130 euro?”.

Partiamo con il dividere il soggetto del nostro esame in due macro-categorie: tastiere meccaniche e tastiere a membrana. Le prime, più costose (da 50€ in su), sfruttano la complessa funzione degli “Switch”, ovvero il meccanismo che regola la pressione dei tasti e la loro risalita. Solamente su questi minuscoli componenti si potrebbe scrivere un libro, ma sarò conciso: gli Switch vengono classificati in base a decine, forse centinaia, di personalizzazioni possibili, riguardo la pressione che occorre per premere il tasto, la dimensione e la forza della molla che lo solleva, il rumore del meccanismo, la reattività di risalita ecc.

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Il tutto, al momento dell’acquisto, è ovviamente determinato dal giudizio soggettivo di ognuno; chi preferisce sentire il rumore del meccanismo e chi non lo sopporta, chi vuole imprimere una certa pressione per premere un tasto e chi invece vuole una sensibilità elevatissima. Una funzione delle tastiere che sfruttano questi piccoli ingranaggi è la possibilità di personalizzare i diversi tasti in base all’uso e alla comodità del consumatore. Ad esempio richiedere di impostare degli switch più sensibili nei tasti utilizzati nel gaming, e altri meno sofisticati in quelli utilizzati esclusivamente per la scrittura. Insomma, avrete intuito che le possibilità sono infinite, tra significative e secondarie funzioni delle diverse marche, tra cui consigliamo consigliamo per affidabilità e prezzo, tra le più presenti in negozio, sono Cherry con il loro modello MX e le nuove proposte di KBT.

Altra peculiarità delle tastiere meccaniche è una loro particolare ed esclusiva funzione, rispetto alla membrana, quello che il gergo tecnico chiama “Ghosting”, cioè la possibilità di inviare un segnale al pc proveniente da più tasti contemporaneamente, molto richiesta soprattutto dai gamers. Anche qui passiamo da macchine che regolano due o tre tasti alla volta, ad altre in grado di percepirne sedici, tutto questo stabilisce ovviamente un innalzamento o meno del prezzo.
Ci sarebbe poi da parlare di alte innumerevoli funzioni, forse meno rilevanti ma comunque importanti almeno da citare, come la retroilluminazione dei tasti, anch’essa personalizzabile all’inverosimile, la presenza o meno di poggiapolsi, aggiunte acquistabili comunque a parte in negozio, oppure il feeling con i tasti e il loro materiale, l’antigrip, la visibilità delle lettere e molto altro.

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Passiamo ora in esame la seconda categoria: le tastiere a membrana, più intuitive ed economiche (da 10€ ad un massimo di 40€/50€), principalmente più comuni e adatte al lavoro, assolutamente sconsigliate per il videogaming. Il loro funzionamento basa il meccanismo del tasto su di un rivestimento di gomma di un circuito unico a tutta la macchina, il che determina il sopracitato Ghosting. Altra differenza è la reattività dei tasti, che nella membrana vanno premuti fino in fondo, mende la meccanica ne permette l’attivazione del segnale input già a metà corsa, rendendo il tutto più immediato. Inoltre, questa seconda distinzione raggruppa tastiere che, tra di loro, danno sempre lo stesso feelig con i tasti e la loro pressione.

Nel negozio di AK sono da poco state introdotte una terza categoria di queste periferiche, che cercano di andare in contro alle esigenze e alle preferenze di chi cerca l’effetto di una tastiera meccanica ma al prezzo di una a membrana, che sfrutta un meccanismo del tasto in plastica, come la meccanica, invece che in gomma.

C’è sicuramente ancora molto da dire e spero che questo basti per avere incuriosito gli scettici e chiarito le idee a chi si sta avvicinando a questo mondo. Il consiglio è sempre quello di visitare il negozio di AK informatica e toccare con mano ciò che vi interessa. Come ripetuto più volte le personalizzazioni sono moltissime e tutto si basa sulle libere preferenze dell’utente. Non vi perdete il test di alcuni modelli nell’articolo che uscirà il 20 marzo 2018 con video e foto in allegato.

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