La cooperativa
|Il caso Legler, 60 esuberi e la preoccupazione dei soci
La cooperativa Legler depositerà il piano tra aprile e agosto, poi dovrà passare al vaglio del commissario giudiziale e ricevere il via libera della maggioranza dei creditori, fra cui anche i soci prestatori. Il piano di ristrutturazione punta all’alienazione dei beni immobili per coprire il buco di circa 16 milioni di euro.
Il punto vendita della Cooperativa Legler a Seriate si avvia alla chiusura.
L’ultimo tassello di un domino che cade dopo la recente apertura del supermercato Esselunga alla Celadina. La Cooperativa Legler a Seriate era un’istituzione e per molti anni è stato l’unico supermercato della cittadina alle porte di Bergamo. Una storia secolare, iniziata nel 1901 quando i proprietari del Cotonificio Legler Hefti & C. inaugurano, a Ponte San Pietro, la Cooperativa Legler. L’idea è semplice: la cooperativa acquista alimenti all’ingrosso per poi rivenderli a prezzi calmierati.
Dal primo punto vendita a Ponte San Pietro si arriva a 14 in provincia di Bergamo e anche fuori. Un’idea e un modello frutto anche dei tempi e delle ideologie. Poi gli anni passano e sbarca un modello di supermercato che arriva dagli Usa e dalla grande distribuzione. I colpi mortali arrivano proprio dalla concorrenza, Il Continente a Mapello e l’Esselunga alla Celadina, per quattro punti vendita è stata decisa la chiusura, mentre si sta decidendo sul quinto. Si chiama ristrutturazione, ma lascia anche a piedi (ossia senza lavoro) una sessantina di persone su 153 dipendenti in totale. A questo si aggiunge la richiesta di concordato. Dopo che 800 soci si sono visti congelare 9 milioni e 400 mila euro di risparmi.
L’8 febbraio scorso la Legler ha depositato la domanda di concordato preventivo in bianco, con la prospettiva della continuità aziendale. Il Tribunale, una volta disposta l’ammissione della società alla procedura, ha nominato un commissario giudiziale: il commercialista Giacomo Giavazzi. Spetterà proprio a Giavazzi di analizzare i bilanci e verificare che ci siano le condizioni per risollevarsi. Una cosa è certa: nessuno dei soci rivedrà tutti i propri risparmi, se tutto andrà bene potrebbero recuperarne il 70%. Trattandosi poi di creditori chirografari, non saranno liquidati nella fase del concordato. Rivedranno il denaro nell’arco dei prossimi 5 anni, e probabilmente dilazionati in rate.
Per quanto riguarda i debiti pregressi Legler ha già chiarito che “la Cooperativa non può più rimborsare il prestito al di fuori di quanto previsto nel piano concordatario”
Ora non resta che attendere, la cooperativa Legler depositerà il piano tra aprile e agosto, poi dovrà passare al vaglio del commissario giudiziale e ricevere il via libera della maggioranza dei creditori, fra cui anche i soci prestatori. Il piano di ristrutturazione punta all’alienazione dei beni immobili per coprire il buco di circa 16 milioni di euro.
Nel comunicato Legler l’invito, per i soci, “perché non facciamo mancare il loro sostegno e continuino a sostenerci frequentando i nostri negozi per i loro acquisti”. Con il consueto estratto conto annuale che la cooperativa Legler invierà ai soci ci sarà la possibilità di capire, leggendo nei numeri, al di là dei comunicati ufficiali, la situazione nel dettaglio.


