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Riforma Lombarda, Capelli: “Sistema a rischio, dalla Lega solo sciacallaggio politico”

“Il segretario della Lega Lombarda (fu Nord) ritiene che urlando e insultando Beatrice Lorenzin dimostri di avere ragione, senza conoscere quello che dice”. Così dichiara il segretario regionale di Lista Civica Lorenzin, Angelo Capelli candidato al proporzionale di Milano e all’uninominale nel collegio di Rozzano, in provincia di Milano.

“L’elenco delle falsità che ha vomitato oggi – prosegue Capelli – la dicono lunga sulla deriva fascista ormai adottata dall’ex Lega fu Nord. Basta vedere per esempio l’andamento in costante crescita del finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, nonostante la crisi economica. Voluto dai Governi Letta, Renzi e Gentiloni, con lo stesso ministro della Salute, anno dopo anno”.

“Sostenere dunque – aggiunge Capelli presidente del Gruppo Civica Popolare Lorenzin in Regione Lombardia – che il Governo di Regione Lombardia, non applicando correttamente la Riforma metta a repentaglio la sostenibilità dei conti e quindi rischi di compromettere la sanità nazionale, non è mancanza di riconoscenza di alcune eccellenze della sanità lombarda ma riconoscere che il Sistema sta andando ‘fuori giri’. Liste d’attesa, pronto soccorsi intasati e una presa in carico che non tiene conto di tutta la parte dell’assistenza sono sotto gli occhi di tutti. Occorre comprendere allora – ed è qui evidentemente il problema – il motivo per cui la riforma è stata voluta e scritta, con uno sforzo immenso. E non stupisce che a criticarlo sia proprio la Lega, che dopo Maroni propone Fontana come candidato presidente, e qualcun altro che è rimasto all’ombra del loro entourage senza comprendere la portata della Riforma e facendo il loro portaborse”.

“Il Sistema socio sanitario lombardo – spiega Capelli – va ‘ristrutturato’ perché oltre il 70% della spesa viene destinato al 30% della popolazione (i malati cronici) e non può reggere. E se non reggerà la Lombardia con 18 miliardi destinati ogni anno al Sistema sanitario lombardo, questo rischia di mettere a repentaglio l’intero Sistema italiano che costa annualmente 113 miliardi. Per capirlo non ci vuole un premio nobel”.

“Chi poi fa dello sciacallaggio politico – conclude Capelli – senza capire che c’è una distinzione tra chi legifera (in Lombardia il consiglio, come a Roma il Parlamento), si pone sullo stesso piano della Lega fu Nord per strappare un po’ di facile consenso, per un po’ di visibilità o un pugno di voti in più e non per amore della verità e dei cittadini”.

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