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Confindustria ai 4 candidati alla presidenza della Regione: “La Lombardia sia competitiva”

Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo, ha illustrato l’incontro tra le 12 territoriali di Confindustria Lombardia e i 4 candidati alla presidenza della Regione Lombardia.

Confindustria incontra i 4 candidati alla carica di Presidente della Regione e consegna un messaggio chiaro che guarda all’Europa: “Proposte per una politica per la competitività della Lombardia”. Nella mattinata di lunedì 19 febbraio Confindustria Lombardia ha voluto condividere con i candidati dei 4 principali schieramenti Attilio Fontana, Giorgio Gori, Onorio Rosati e Dario Violi il documento realizzato con il contributo delle 12 territoriali, in cui sono state indicate le priorità e le linee strategiche che, secondo gli imprenditori, dovranno essere implementate e migliorate nel prossimo quinquennio al fine di garantire alla Lombardia un crescente livello di competitività.

“Due i livelli sui quali, come Confindustria Lombardia abbiamo chiesto si dovrà agire nei prossimi anni – dichiara Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo -. Il primo è la competitività delle imprese, l’utilizzo strategico e oculato delle risorse e degli interventi mirati su innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione ed education. Il secondo livello si concentra sulla competitività del contesto, quindi chiediamo una semplificazione della pubblica amministrazione, investimenti in infrastrutture materiali ed immateriali, maggiore attenzione al territorio e all’ambiente”.

Tre i progetti speciali in essere da potenziare e valorizzare ulteriormente.

“Abbiamo chiesto che la Regione Lombardia investa e si batta perché il World Manufacturing Forum, dopo la prima edizione a Cernobbio, venga mantenuto; i Clusters ossia i tavoli che permettono alle piccole e medie imprese di sedersi con università e centri di ricerca per confrontarsi ed essere protagonisti, ed infine Eusalp”.

Confindustria Lombardia conta con le sue dodici territoriali 800mila imprese, di cui 90mila nel manifatturiero.

“Abbiamo rimarcato come l’impresa deve essere al centro delle politiche regionali – prosegue Scaglia -. Perché l’impresa è innanzitutto uno dei primi beni sociali da difendere, perché è dalle imprese che nascono valori fondanti e che si crea il benessere economico e sociale di un territorio. Dobbiamo quindi diffondere la cultura d’impresa, creando un contesto favorevole e aperto capace di generare impatti positivi, quali riduzione della burocrazia, cultura del merito, rigore e etica negli affari. È il manifatturiero lo strumento attraverso il quale l’intero sistema produttivo lombardo potrà evolversi e affrontare il passaggio all’Industria 4.0, facendo da apripista ad una trasformazione inclusiva che impatterà anche su altri settori quali l’artigianato, i servizi, il commercio e genererà occupazione qualificata”.

“La semplificazione deve pervadere tutte le fasi dell’azione di governo conferendole così maggiore efficacia e incisività e rendendo la pubblica amministrazione più efficiente, performante e competitiva – aggiunge il presidente di Confindustria Bergamo -. Dovrà essere assicurata una chiara suddivisione delle deleghe per rendere più efficaci gli interventi, evitare sovrapposizioni di funzioni e facilitare l’interlocuzione. Occorre prevedere un Assessorato unico alle attività produttive che eserciti tutte le funzioni che interessano lo sviluppo delle imprese: politica industriale, innovazione e ricerca, credito e internazionalizzazione. La competitività deve essere l’impegno assoluto di tutti. Attraverso un utilizzo strategico e oculato delle risorse, infine, si dovrà agire sulla competitività delle imprese (innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, education) e sulla competitività del contesto (infrastrutture, semplificazione, territorio e ambiente)”.

I NOVE PUNTI DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA
Innovazione e Industria 4.0
Implementare la legge regionale “Lombardia è Ricerca” del 2016 valorizzando il ruolo delle imprese e promuovendo l’ecosistema dell’innovazione e l’accesso alle opportunità dell’Unione Europea.
Implementare una politica di intervento per la diffusione e l’accesso alle tecnologie di Industria 4.0., in coerenza con il piano nazionale, valorizzando il Digital Innovation Hub Lombardia istituito dal sistema confindustriale lombardo.

Cluster
• Dare una sempre più forte centralità al ruolo dei cluster con piani di finanziamento pluriennali che premino le realtà che hanno attuato al meglio la loro missione, garantendone sostenibilità e crescita e rafforzando il loro collegamento con le politiche di sviluppo della Regione al fine di incrementare l’impatto delle azioni dei cluster sul territorio.

Capitale umano
Implementare in modo coerente il Piano del MISE dedicato alle competenze sulle nuove tecnologie e a tutto il mondo legato a Industria 4.0,
Rafforzare il sistema integrato tra formazione, lavoro e innovazione, seguendo la direzione intrapresa con la Legge regionale del 2015.
Investire in ITS, IFTS e sviluppando i tirocini e gli strumenti di alternanza scuola- lavoro.

Internazionalizzazione
• Agire su tutte le leve di promozione dell’internazionalizzazione per accrescere la stabilità della presenza commerciale delle imprese all’estero.
• Selezionare le missioni imprenditoriali attraverso un programma condiviso di attività continuative su una serie di Paesi target, con un costante follow up e la realizzazione di iniziative di incoming.

Europa
• Rafforzare la presenza di Regione nei network europei, nonché gli uffici della sua sede di Bruxelles, in stretto raccordo con la delegazione presso l’Unione Europea di Confindustria.
• Contribuire alla definizione della Politica di Coesione post 2020
• Esercitare un ruolo politico forte e di guida all’interno EUSALP anche attraverso l’attivazione di progetti macroregionali per la competitività dell’area, l’integrazione delle filiere e delle catene del valore.

Infrastrutture
Realizzare le opere prioritarie strategiche a partire dall’Autostrada Pedemontana Lombarda.
Avviare l’operatività della nuova società di gestione della rete stradale “Lombardia Mobilità”.
Risolvere le criticità legate al rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali,
Attivare con urgenza un piano di interventi di ammodernamento ed eventuale ricostruzione di ponti, viadotti e cavalcavia.
Potenziare gli investimenti per la diffusione delle infrastrutture digitali.

Territorio
• Escludere dalle quantificazioni del consumo di suolo le aree funzionali agli ampliamenti delle attività produttive esistenti.
• Escludere dal calcolo di riduzione di consumo di suolo le riduzioni già operate da Comuni e Province prima dell’entrata in vigore della legge regionale.
• Prevedere l’azzeramento della percentuale di riduzione del consumo di suolo, qualora gli ambiti di trasformazione previsti siano insufficienti a soddisfare i fabbisogni espansivi.
• Definire un pacchetto di misure per la rigenerazione e il recupero delle aree dismesse

Ambiente ed Energia
Contare sull’omogeneità applicativa della nuova articolazione tariffaria del collettamento e depurazione delle acque reflue industriali. Mantenere invariate le tariffe per le istruttorie AIA regionali. Accelerare le tempistiche di rilascio delle autorizzazioni ambientali. Attivare un tavolo di lavoro sulla promozione della gestione virtuosa dei rifiuti. Sviluppare la filiera dell’energia sul fronte innovazione, ricerca e networking internazionale delle imprese.

Sanità
Salvaguardare la parità pubblico-privato e la libertà di scelta dei cittadini nell’ambito del processo in corso di evoluzione del Servizio Sanitario Regionale.
Garantire l’adeguatezza delle risorse destinate agli enti privati accreditati che rappresentano una filiera industriale ad alto potenziale di espansione e attrazione.
Salvaguardare i flussi relativi alle prestazioni ad alta complessità e agli IRRCS.
Gestire in modo efficiente il processo organizzativo di presa in carico dei pazienti con un coinvolgimento attento e costante degli erogatori privati per concordare le fasi di attuazione.
Eliminare il blocco alla mobilità interregionale dei pazienti e salvaguardare i flussi relativi alle prestazioni ad alta complessità e agli IRRCS.