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Energie per l’Italia, presentato il circolo di Bergamo

Si è costituito il circolo di Bergamo di Energie per l’Italia e dei candidati di Bergamo di Energie per l'Italia alle prossime elezioni regionali del 4 marzo.

Energie per l’Italia è il movimento politico che costituisce una novità di questa tornata elettorale; si spira ai valori e alle proposte politiche del liberalismo einaudiano e del popolarismo di don Luigi Sturzo, agli obiettivi del federalismo e al metodo del riformismo.

“Il Paese ha problemi enormi” afferma Roberto Terranova. “Non servono demagogia, mance elettorali, promesse con poche prospettive. Occorre affrontare i problemi con concretezza, in una visione nuova, realmente liberale e di sviluppo, con politiche di lungo respiro che diano finalmente una prospettiva a questo paese che pare vittima di un continuo declino. Occorre inoltre riavvicinare i cittadini alla politica, riacquistare il senso di servizio verso il Paese, superare i beceri confronti personali”.

energie per bergamo

Il Leader del movimento è Stefano Parisi, che si definisce pro-tempore perché un leader è espresso dal popolo e non può essere eterno. Stefano Parisi ha un ampio e prestigioso curriculum professionale, è stato in gioventù assistente di governi e di ministri, city-manager della città di Milano, direttore generale di Confindustria, Amministratore Delegato di Fastweb, candidato sindaco di Milano, fondatore della TV on demand CHILI. Conosce pertanto la macchina economica, burocratica e politica.

Energie per Bergamo,espressione locale di Energie per l’Italia, si presenta all’appuntamento elettorale per la regione Lombardia con proprie linee di indirizzo illustrate dal capo-lista Giuseppe Bassi. Si manifesta l’appoggio alle forze politiche che hanno amministrato in questi anni la Lombardia, considerata regione virtuosa per dati di bilancio e servizi offerti, e l’appoggio ad Attilio Fontana, sano e concreto amministratore.

Si richiamano brevemente proprie linee di intervento per la prossima legislatura:

  • La sussidiarietà ovvero la politica del “far fare” alla società civile tutto ciò che è effettivamente delegabile evitando intervento pubblico diretto, burocrazia e maggiori costi. La Regione deve determinare gli obiettivi e le regole del gioco, e si prepari a esercitare un rigorosissimo ruolo di controllo.
  • La cultura della valutazione e della trasparenza. Bisogna conoscere per deliberare, e monitorare successi e insuccessi. Bisogna porre in concorrenza le diverse strutture. Quanti giorni occorrono per ottenere una visita specialistica? Quali sono i numeri? Quale la soddisfazione degli utenti? Il monitoraggio vale per ogni intervento pubblico. Il monitoraggio va affidato a organismi indipendenti e va reso pubblico in tempo reale.

La politica dell’occupazione e dell’inserimento dei giovani nelle attività produttive. L’occupazione è legata allo stato dell’economia e a poco servono bonus e incentivi in presenza di crisi di mercato. La Regione ha competenze nella formazione professionale. Può intervenire favorendo una formazione specifica per l’inserimento, affidata al mondo del lavoro e in grado di superare le inevitabili carenze scolastiche. Una volta creato il legame tra giovani e aziende il rapporto si consoliderà nel reciproco interesse. Ulteriori indicazioni vengono formulate per i trasporti, per gli appalti (edilizia), per la valorizzazione delle maestranze lombarde, per l’ambiente e la salute, per l’elaborazione di un completo e organico progetto di turismo. Si chiede infine la dismissione delle partecipazioni regionali non indispensabili e una attenzione alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione per creare opportunità per tutti e non nuove barriere per i cittadini.

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