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Liberi e Uguali punta sulla scuola: “Sarà fondamentale investire sul sapere”

Il gruppo bergamasco lancia alcune proposte su quello che dovrà essere, secondo i suoi candidati, il modello d'istruzione dopo il 4 marzo

“Una realtà per essere competitiva deve investire in sapere”. Liberi e Uguali Bergamo dimostra di avere le idee chiare in fatto di scuola, e in vista delle elezioni lancia alcune proposte su quello che dovrà essere, secondo il gruppo, il modello d’istruzione dopo il 4 marzo.

In questi giorni i media stanno dando spazio ad alcune proposte di candidate/i alle elezioni prossime sulla Scuola. Alcune di queste proposte sono interessanti ma nessuna è organica, sono per lo più aggiustamenti ad un mondo che da anni è sempre più visto come “centro di costo” e non come “centro di sviluppo sociale e culturale”. Come candidati, ma anche come persone da molti anni impegnate sul tema vorremmo portare la riflessione, di Liberi e Uguali all’attenzione dei cittadini.

Qualsiasi realtà sa che per essere competitiva deve investire in sapere. In Italia invece accade il contrario tant’è che siamo agli ultimi posti in Europa per la spesa del sapere, nel numero di laureati e diplomati, mentre primeggiamo negativamente nella dispersione scolastica (14%). Per non parlare della grave situazione dell’edilizia scolastica in cui versiamo.

Questa evidenza ci porta a dire che la scuola sicuramente va pensata e riformata, ma le ultime riforme non hanno colto il senso della pratica educativa, bensì ci si è avviati verso un percorso che tende in maniera confusa a pensare maggiormente ad un ritorno “economista” e meno “comunitario”. Si pensa che sia più efficiente proporre “modelli produttivi” dimenticando che una comunità educante ha innanzitutto bisogno di una formazione umana e critica che permetta di avere una “economia giusta”, una economia che contrasti le disuguaglianze che oggi sono manifeste e che sono la vera “bomba sociale” da disinnescare.
Dunque dobbiamo approcciare la Scuola nella sua interezza e non solo pensare a pezze migliorative. Da qui ad esempio l’idea per cui anche i nidi non siano un servizio a domanda individuale, bensì entrino nel percorso d’istruzione, pensare poi che anche la scuola dell’infanzia rientri nell’obbligo scolastico, che andrebbe esteso fino al termine della scuola secondaria di secondo grado, con la gratuità degli studi per l’intero percorso educativo, ma anche la gratuita di accesso a tutti i luoghi della cultura, l’intervento sulle rette delle mense, la gratuità dei libri di testo. Inoltre va rivisto il “tempo scuola” con una giusta qualità di un suo aumento. E queste azioni non si pensi siano assistenza, ma sono pieno investimento come dimostrano le politiche di molti paesi europei.

Ma come agire una riforma “utile”? Innanzitutto vedendo la partecipazione di tutti i soggetti che vanno dagli studenti ai docenti, dal personale non docenti ai genitori, dai dirigenti scolastici agli amministratori pubblici. Questo porta a conoscenze e consapevolezze reciproche. E a costruire una scuola di qualità che è basata sulla centralità della conoscenza e del sapere. Discipline come la letteratura, la storia, le scienze ecc. danno alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi la capacità di leggere la nostra società e accompagnarla al meglio nelle trasformazioni. L’innovazione didattica e le nuove tecnologie devono essere a servizio del percorso educativo, non sostitutive, e devono implementare aspetti quali la creatività, l’interculturalità ma soprattutto il pensiero critico . Proprio per questo motivo va valorizzata la comunicazione “allievo-docente” in qualsiasi contesto pensiamo di agire una lezione, che sia essa laboratoriale o frontale.

Il tema alternanza scuola lavoro va completamente rivisto. La scuola naturalmente è un percorso che porta ad una occupazione ma è innanzitutto un luogo di crescita che apre la visuale oltre se stessi. E’ un luogo che da opportunità. Per come è stata costruita con la “Buona Scuola non è invece nella maggior parte dei casi una opportunità formativa e non costruisce la conoscenza del lavoro. E le criticità espresse da molti, per esperienza diretta, posso dire siano reali.

Per non parlare degli assurdi sistemi valutativi quali l’Invalsi, tanto per citarne uno, che cercano di omogeneizzare le diversità formative e che non possono tener conto di elementi di diversità, la cosidetta “biodiversità culturale”.

Certamente queste poche righe non possono esaurire un tema immenso, ma possono aiutare a capire quali siano alcuni assi importanti per avere una scuola che torni ad essere perno centrale di una comunità educante e Bene comune

I candidati di LeU alle elezioni Politiche e Regionali:
Massimo Cortesi (Candidato alla Camera collegio uninominale di Albino)
Nicola Cremaschi (Candidato alla Camera collegio uninominale di Bergamo)
Marco Caglioni (Candidato alla Camera collegio uninominale di Treviglio)
Matteo De Capitani (Candidato al Senato collegio uninominale e plurinominale di Treviglio)
Maria Grazia Bonicelli, Marco Bresciani, Riccardo Ceriani, Luca Pontani (candidati alle elezioni regione Lombardia)

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