L'iniziativa
|Tempi certi per il tfr del Pubblico impiego: la Cisl lancia una petizione
Mario Gatti: “Non siamo lavoratori figli di un dio minore”
“Non siamo lavoratori figli di un dio minore: i dipendenti del pubblico impiego devono avere gli stessi diritti dei lavoratori privati, anche nei tempi di erogazione del trattamento di fine rapporto (TFS nello “slang” della funzione pubblica). Invece, la normativa attuale stabilisce i tempi di attesa da un minimo di 9 mesi a un massimo di oltre 2 anni per riavere quelle risorse che costituiscono una parte della retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, risorse economiche che accantonano durante la propria vita lavorativa”.
Mario Gatti, segretario generale di Cisl Fp Bergamo, presenta la nuova iniziativa del sindacato della Funzione Pubblica, in un momento storico denso e impegnativo (alle viste i rinnovi dei Contratti Nazionali di Sanità e Enti Locali e la tornata di elezioni per le Rsu): con una serie di cause pilota il sindacato punta ad ottenere l’equiparazione dei tempi di pagamento del Tfr tra pubblico e privato, per una equiparazione che interessa in provincia di Bergamo oltre 14.000 lavoratori, dei quali più di 1000 andranno in pensione nei prossimi 3/4 anni.
“Le disparità nascono a seguito del decreto ‘Salva Italia’” – spiega Gatti. Abbiamo subìto misure che avrebbero dovuto essere solo temporanee, e più volte abbiamo portato all’attenzione dei decisori pubblici la necessità di rimettere mano ad una normativa che crea una disparità ingiustificata: sono soldi che appartengono ai lavoratori, non è comprensibile né giustificabile che, con l’emergenza economica alle nostre spalle, non si possa tornare ad avere queste risorse nei tempi precedentemente stabiliti” .
Cisl Fp a tal proposito, lancia la petizione “Se firmi lo difendi!” sulla piattaforma change.org al fine di sostenere le proprie rivendicazioni sulle tempistiche di erogazione, raccolta firme, aperta a tutti, da consegnare ai capigruppo dei partiti di Camera e Senato, ai segretari e ai responsabili del settore “lavoro pubblico” di partiti e movimenti politici.


