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San Valentino, la storia vera e come si festeggia nel mondo

Ma chi era San Valentino e perché il 14 febbraio è notoriamente conosciuta come la festa degli innamorati? E come viene festeggiata nel mondo?

San Valentino è arrivato e con lui tutti i baci, promesse, fiori, pegni d’amore, cioccolatini e regali a cuore. Tutto si tinge di rosso e di rosa ed è dedicato alle coppie che, in questo giorno speciale, non pensano ad altro che al loro amore. Ma chi era San Valentino e perché il 14 febbraio è notoriamente conosciuta come la festa degli innamorati? E come viene festeggiata nel mondo?

La vicenda di San Valentino – patrono degli innamorati – ha origine nel cuore dell’Italia, precisamente a Terni. Santo e martire della Chiesa, ricordato nel calendario liturgico il 14 febbraio data della morte, San Valentino nasce a Terni intorno al 175 dopo Cristo e diviene il primo vescovo della città umbra nel 197 per investitura di Papa Feliciano. Gli sono attribuiti numerosi miracoli, ma si guadagna l’appellativo di Santo protettore degli innamorati o “dell’amore” celebrando il matrimonio fra il legionario romano Sabino e una giovane cristiana, Serapia, malata di tisi che, grazie al miracolo di San Valentino guarì per potere restare accanto al suo amato. Ma la festa di San Valentino ha radici molto più profonde: è molto probabile, infatti, che le sue origini affondino nel IV secolo, per sostituire la festa pagana dei Lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco: questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani. In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani spogli, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo. Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I nel 496 d.C. decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.

Se in Italia si festeggia con regali, fiori e scambio di promesse, a seconda del Paese vi sono usanze e tradizioni diverse, che addirittura non vengono celebrate necessariamente il 14 febbraio.

Eccone alcuni:

Se in Spagna, Germania e Francia le usanze non si discostano di molto dall’Italia con biglietti, fiori e cene romantiche, in America San Valentino non è solo la festa degli innamorati e delle coppie, ma è anche il giorno delle famiglie e dei legami di amicizia: i festeggiamenti coinvolgono tutta la famiglia, perché San Valentino è la festa di “chi si vuole bene” e non solo dei fidanzati. Molto coinvolti sono i bambini, che preparano graziosi bigliettini e dolcetti che scambiano con genitori, compagni di classe e maestre.

Tradizione simile si trova in Inghilterra: infatti, ci si scambia cioccolatini e fiori, ma sono celeberrimi dei bigliettini romantici indirizzati alla persona amata, chiamati “Valentine”. L’usanza vuole che il mittente resti anonimo, per rendere il messaggio ancora più dolce. Una tradizione che risale al XV secolo quando Carlo D’Orleans, prigioniero nella torre di Londra, inviava missive alla sua amata moglie chiamandola “ma tres doulce Valentinèè”, ancora oggi conservate nella British Library di Londra.

In Brasile, le persone che si amano festeggiano, invece, il 12 giugno,  il “Dia dos Namorados”, giorno che precede la festa di Sant’Antonio, patrono dei matrimoni. Qui le donne che non hanno ancora marito, durante il loro San Valentino, portano con sé una statuetta del santo, al quale affidano il loro desiderio di andare all’altare.

In Russia e in altri stati dell’Ex Urss a maggioranza ortodossa il San Valentino non viene festeggiato e soprattutto non viene accettato da molti governi che vietano questa ricorrenza in quanto non è presente nel calendario religioso; mentre in Thailandia ci si riunisce a festeggiare la festa degli innamorati solo ed esclusivamente quando si è presa la decisione di sposarsi.

In Giappone al contrario le protagoniste sono le donne, che devono regalare cioccolatini, fatti a mano o acquistati, ai loro compagni, ma anche amici, colleghi di lavoro o compagni di scuola in segno di amicizia. Un mese dopo, il 14 marzo il “White Day”, gli uomini dovranno però ricambiare il gesto, con dei cioccolatini rigorosamente bianchi!

Simpatica ma meno gioiosa la tradizione della Corea del Sud, identica a quella giapponese, se non fosse che il 14 aprile, il “Black day”, chi non ha ricevuto nulle né il 14 febbraio né il 14 marzo, si debba recare in un ristorante dove mangerà spaghetti al nero di seppia e si dovrà lamentare delle sue sventure e della propria solitudine.

In Cina invece è l’uomo a portare doni, fiori e cioccolati alle donne, ma esiste una tradizione più antica “La notte dei sette” che si festeggia in agosto dove le donne mostrano le loro abilità domestiche per trovare marito. Questa tradizione si rifà ad un’antica storia ancestrale, tramandata di generazione in generazione per secoli e che racconta la tragica storia d’amore di due amanti divisi e trasformati in stelle della Via Lattea. Una fata di nome Zhinu si innamorò di un giovane contadino di nome Niulang. Tra i due fu amore a prima vista e decisero di sposarsi. La dea del cielo, nonché madre della fata, saputa questa notizia decise di creare la Via Lattea per separare i due amanti; da quel momento i due innamorati possono vedersi solo una notte all’anno, notte che corrisponde alla data della notte dei sette. In questa occasione i cinesi offrono frutta in onore della fata Zhinu e si auspicano così di trovare o mantenere l’amore.

Meno “impegnativi” i costumi di Finlandia ed Estonia: per loro il 14 febbraio è il “giorno degli amici”, che si festeggia in compagnia, piuttosto che con una cena a lume di candela!

Cultura e amore si uniscono in Catalogna: è dal quindicesimo secolo che ogni 23 aprile la Catalogna, la regione spagnola di cui Barcellona è il capoluogo, celebra il giorno di Sant Jordi (San Giorgio), patrono dal 1094. Secondo la leggenda San Giorgio salvò una principessa dalle grinfie di un drago tagliando la testa di questa terribile bestia. Dal sangue versato nacque una rosa. Per questo motivo nella tradizione catalana i ragazzi regalano una rosa alle donne che a loro volta ricambiano con un libro dato che in questa data, per decisione dell’UNESCO, si celebra la Giornata Mondiale del Libro, dal 1995. Nel giorno di Sant Jordi, a Barcellona troverete moltissimi edifici storici aperti al pubblico.

In Argentina, la terra della seduzione e del tango, un giorno solo non è sufficiente per festeggiare San Valentino. Per questo motivo questo Paese dedica un’intera settimana ai festeggiamenti e celebra anche l’amicizia e non solo l’amore. Durante la settimana di san Valentino amici e fidanzati si scambiano dolci e baci. Questa settimana è solita chiudersi proprio con la “Giornata dell’Amicizia”

Taiwan, famosa per i suoi fiori, celebra la festività più romantica al mondo riempiendo le sue strade con migliaia di fiori. In questo Paese sono soliti festeggiare questo giorno speciale ben due volte all’anno: il 14 febbraio e il 7 luglio. Secondo la tradizione gli uomini regalano fiori alle loro amate. Nonostante questo tipo di usanza possa sembrare non del tutto originale a prima vista, secondo la tradizione di Taiwan, il significato del gesto risiede nel colore e nel numero di fiori regalati dietro cui si cela il messaggio che chi dona il mazzo di fiori vuole comunicare. Le rose rosse rappresentano un amore unico, mentre 99 significano amore eterno. E cosa significano 108 rose? Niente meno che una proposta di matrimonio!

In Ungheria, il giorno di San Valentino c’è l’usanza, per ragazzi e ragazze, di andare nei boschi a raccogliere bucaneve. In Galles, invece, è tradizione regalarsi dei cucchiai di legno intagliati.

Ovunque vi troviate e ovunque la festeggiate, in questo giorno speciale dedicatevi alla persona che amate di più, non scordandovi che San Valentino deve essere tutti giorni dell’anno!

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