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Il caso

Mantova toglie la cittadinanza onoraria a Mussolini, Bergamo non lo fece

Il Consiglio comunale di Mantova ha revocato, nella serata di lunedì 12 febbraio, la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini conferitagli il 21 maggio 1924.

Il Consiglio comunale di Mantova ha revocato, nella serata di lunedì 12 febbraio, la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini conferitagli il 21 maggio 1924.

La mozione presentata da Pd, Sinistra italiana e lista civica Palazzi, le forze politiche che amministrano il Comune, è passata a maggioranza. Contro si sono dichiarati Forza Italia, Lega, lista civica Bulbarelli, CasaPound, Cinque Stelle e lista civica Comunità e territori.

“Non si può cancellare la storia” hanno sostenuto i contrari alla revoca della cittadinanza.

“Non vogliamo cancellare la storia – ha replicato il sindaco Pd Mattia Palazzi – ma discutere su quali valori il consiglio e la città intendano celebrare”. “Mussolini era un dittatore e un liberticida” si legge nella mozione approvata.

A Bergamo, nel novembre 2015, venne proposto all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giorgio Gori la cancellazione della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini presentata dall’Isrec, l’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea. Il sindaco Gori spiegò le sue ragioni nel votare contro quella richiesta: “Voterò contro la cancellazione La storia lo ha già giudicato”. (Leggi qui).

Il 30 novembre scorso anche Crema, il sindaco Pd Stefania Bonaldi, seguendo l’esempio di Torino e Pisa, tolse la cittadinanza onoraria a Mussolini.

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