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Carnevale: storia e curiosità della giornata più colorata dell’anno foto

Ecco, quindi, alcune curiosità in pillole per rinfrescare le idee o saperne di più sulla giornata in cui “ogni scherzo vale”

Festeggiato il martedì o il giovedì grasso, il carnevale è uno dei più sentiti eventi che ogni anno attira nelle piazze centinaia di maschere. Di origine religiosa, sembra ormai avere una natura più laica perché in molti ormai ne hanno dimenticato o ignorano il reale significato. Ecco, quindi, alcune curiosità in pillole per rinfrescare le idee o saperne di più sulla giornata in cui “ogni scherzo vale”.

Innanzitutto, la parola “carnevale” ha una duplice possibile interpretazione: “carrum novalis” che si riferisce al carro somigliante ad una barca con cui i romani iniziavano i festeggiamenti; o, in alternativa, “carnem levare” dall’usanza di digiunare dalla carne nel periodo di Quaresima, che ha inizio il giorno successivo.
Fin dal Medioevo, il carnevale dunque è la giornata in cui si celebrano l’abbondanza e lo spasso con abbondanti banchetti e divertimenti. Anche tra gli antichi egizi esisteva una simile festività in cui si indossavano strambi travestimenti e maschere per celebrare la dea Iside. L’aspetto della maschera ha continuato ad affascinare gli uomini come rituale mitico; presso le arcaiche popolazioni di religione cristiana, la maschera era associata, infatti, alla possessione da parte di uno spirito o al tentativo di fuggirne. L’usanza prevedeva inoltre di indossare i propri abiti al contrario nella giornata di carnevale affinché le anime morte, abituate alla vita dopo la morte in cui tutto si pensava fosse al contrario, fossero spinte a visitare nuovamente i propri villaggi. La tradizione del travestimento si è trascinata fino ad oggi abbandonando il carattere prettamente mistico, ma mantenendo la dimensione di evasione dalla quotidianità e dai propri doveri.

A causa di un diverso calcolo del periodo quaresimale, viene festeggiato nelle chiese di rito romano di martedì grasso, il giorno prima del mercoledì delle ceneri, a Milano invece si segue il rito ambrosiano per cui l’ultimo giorno di festeggiamenti è il sabato. Per le prime, infatti, le domeniche non sono contate come giorni di penitenza nei 40 giorni della Quaresima; il vescovo milanese sant’Ambrogio, nel IV secolo, stabilì invece che dovessero essere inserite nel calcolo. Secondo alcune leggende, la decisione del santo fu dovuta al fatto che in quel periodo fosse in pellegrinaggio e quindi domandò ai suoi fedeli di posticipare i festeggiamenti. Un altro momento importante è il giovedì grasso la cui tradizione risale al giorno in cui a Venezia si celebrava un’importante vittoria della Serenissima. Per ricordare il memorabile evento e simboleggiare la capacità veneziana di eliminare ogni difficoltà, in quella data macellai e fabbri mozzavano le teste ai tori.

Nelle sfilate carnevalesche, i coriandoli sono immancabili sin dal Rinascimento quando non si trattava di minuscoli pezzi di carta colorata, ma di semi del coriandolo glassati come confetti profumati. In precedenza, durante le sfilate con le carrozze, venivano lanciati fiori, gusci d’uovo, arance, mais o monete sul pubblico in festa.

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