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Sanremo, voti alti non solo ai vincitori: le nostre pagelle a tutti i protagonisti

Cantanti, conduttori e ospiti nel mirino del nostro Marco Cangelli

Dopo cinque serate intensissime, sfociate in nottate senza fine, si conclude il primo Festival di Sanremo targato Claudio Baglioni. Un Sanremo pieno di spunti, di idee, ma soprattutto di canzoni, che siano in gara oppure del cantante romano poco importa, l’importante che sia musica. Per questo abbiamo deciso di dedicare le ultime pagelle ai protagonisti, in bene o in male, di questo festival.

Ermal Meta e Fabrizio Moro 9 = Avrebbero potuto anche lanciargli pietre dalla platea che i due le avrebbero schivate. I due cantanti passano indenni lo scandalo “farsa” post prima serata e giungono a gonfie vele, mantenendo sempre la testa ed ottenendo una vittoria meritatissima I VERI VINCITORI

Lo Stato Sociale 9 – = L’indie rock in Italia è poco conosciuto, ma loro scompigliano l’Ariston sin dalla prima serata, facendo saltare e ballare pubblico in sala e a casa. Fantastica la scelta scenica fra magliette colorate, rapper in tribuna e la signora che balla, ma anche la semplicità e l’orecchiabilità paga LA SORPRESA

Annalisa 7 = Ad un primo impatto la canzone non prende, ma sentendola più e più volte, entra nella testa e non esce, forse perché melodica e sanremese. Per l’impostazione poteva esser considerata sin dall’inizio la favorita, ma qualcuno non l’ha considerata. TORMENTONE

Elio e le Storie Tese 5 = Volevano arrivare ultimi e, dopo quattro tentativi ce l’hanno fatta, chiudendo in bellezza con una canzone pessima. Questa è forse l’ultimo colpo di genio di Elio, però non ha convinto nessuno. LA DELUSIONE

Ornella Vanoni con Pacifico e Bungaro / Giovanni Caccamo 4,5 = Un premio ex acqueo perché è stato particolarmente difficile scegliere chi sia riuscito a steccare meno. È stata una gara senza esclusione di colpi ed ogni serata che passava, si è andati sempre peggio. UGOLA D’ORO

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli 4 – = Voto alla carriera per i due Pooh che ogni sera sanno divertire il web con i loro svarioni sempre nuovi. Dimenticanze, fiato corto, demenza senile, steccate, non si sono fatti mancare nulla, trasformandosi in meme viventi. I PEGGIORI

Claudio Baglioni 7 = Nessuno avrebbe scommesso su un suo successo un quarto di centesimo, invece riesce a tenere uno share superiore al 50 % tutte le sere, un dato impressionante che non si vedeva dai tempi di Pippo Baudo. Batte ogni record, anche per aver snocciolato tutto il suo repertorio con chiunque gli capitasse a tiro e ciò lo rende mal visto alla SIAE, ma non al pubblico che, nonostante le critiche, non lo abbandona. DITTATORE ARTISTICO

Michelle Hunziker 8 +++ = Michelle doveva fare da spalla, invece si trasforma nella conduttrice titolare, fiancheggiata da Pierfrancesco Favino. Michelle sa far parlare di se in ogni modo, dai vestiti agli scatch, dalle gaffe (rarissime) al canto, suo unico vero punto debole. Per il resto si candida come unica conduttrice per il prossimo anno. PRIMA DONNA

Pierfrancesco Favino 8 += Un attore sul palco dell’Ariston cosa può fare ? Recitare. In un Sanremo senza comici, Pierfrancesco cresce giorno per giorno e diventa sempre più potente, ottenendo un gradimento superiore di molti politici. PICCHIO “GNIGNI”

Fiorello 6,5 = E’ vero, Fiorello ha aperto il Festival ed ha saputo salvare la prima serata del Festival a rischio dopo il forfait di Laura Pausini, nonostante ciò non va lontanissimo e si limita al ruolo per cui è chiamato, oltre ad un pizzico di satira. SCALDAPUBBLICO

Laura Pausini 8 = Il mistero della laringite la tiene in bilico, ma come i migliori desideri, sa caricare con il passare dei giorni il pubblico, sino alla serata finale, quando il meglio di sé, respingendo le avance di un Baglioni che la vorrebbe monopolizzare con i suoi duetti. Al terzo brano esce dall’Ariston e si lancia fra il pubblico ALLA MANO

Sting 4,5 = A cosa è servita la sua presenza ? A nulla. Fa piacere che un cantante del suo calibro canti in italiano, ma se la prestazione deve esser di quel genere, preferiamo che continui a cantare nella lingua madre POLIGLOTTOLO

Roberto Vecchioni 7 = Ai fini delle serate un cantante marginale Vecchioni, ma quello che lo porta qui, all’interno di questa pagella, è la sua incredulità di fronte all’ennesimo duetto di Baglioni. Dopo essersi visto strappare dalle mani “Samarcanda”, è obbligato a condividere anche “Chiamami ancora amore” INCREDULO

Peppe Vessicchio 10 e lode = Numero uno assoluto fra i maestri d’Italia e considerato da tutti l’uomo più amato della Penisola, con quella sua barba invidiata da numerosi uomini. Il maestro sa stare al gioco, esibendosi anche in scatch che altri avrebbero preferito declinare e grazie a ciò si dimostra pronto per il grande salto: quello della conduzione PIPPO CARUSO

Rosa Trio 17,5 = Quello della signora di Messina non è tanto un voto, quanto il numero di follower ottenuti in una sera da moltiplicare per mille. La direttrice sanitaria, presa alla sprovvista dall’intervista di Michelle Hunziker, compie l’errore madornale di dire il vero nome del proprio profilo Instagram ed in un paio di ore è inondata di like. SPROVVEDUTA

Paddy Jones 10 + = Se scendendo in strada e si chiede ad un passante qualsiasi chi sia “la vecchia che balla”, vi risponderanno immediatamente che è quella dello Stato Sociale. Paddy ha dato una lezione a tutti i giovani ingobbiti ed incapaci di muoversi, oltre a lasciare a bocca aperta tutti coloro che la osservassero, forse temendo per la propria salute. INFARTO

Nina Zilli 7,5 = La canzone è bella ed adatta alle corde della cantante ed il quindicesimo posto finale è un’ingiustizia tremenda, ma quello che non farà dimenticare tanto facilmente la cantante è il suo look. Sposa viva, sposa cadavere, funerale, perfetta in tutte le salse, mai adatta alla situazione, è stato anche questo il festival di Nina Zilli e del costumista malato. MODA CAUSTICA

Trussardi 2 = Quando si parla di Trussardi, non si parla di Tomaso, ma della casa di moda che veste Michelle Hunziker nella terza serata, non azzeccando manco una misura, benchè la svizzera sia di famiglia. TAT AL TOC

DopoFestival 3 : Per chi ha osato guardarlo, grande delusione ed amarezza dopo l’era Savino. Edoardo Leo prova a salvare il salvabile, ma eccetto la storica rassegna stampa di Rocco Tanica, è buio profondo. Peggiore fra i peggiori Sabrina Impacciatore, utile come la moquette di Villa Odeon. RIVOGLIAMO SAVINO !!!

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