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Sanremo, la coppia Meta-Moro prenota la vittoria: le nostre pagelle

Claudio Baglioni nel Guinness: due giorni interi di concerto live. Perché? Perché non è un uomo, ma un robot, il “BagliOne”, l’ultima creazione della Apple

Terza serata della gara canora più celebre d’Italia ed il Festival della Canzone Italiana entra nel Guinness World Record : secondo i giudici questo è il più lungo concerto di Claudio Baglioni, che vede il cantautore romano cantare da due giorni consecutivi, importunando con la propria voglia di esibirsi in duetto anche il custode notturno dell’Ariston.

Dietro a tutto ciò si nasconde un trucco ed è la nostra fotonotizia a svelarlo: Claudio Baglioni non è un uomo, ebbene un robot, il “BagliOne”, l’ultima creazione della Apple. Dopo tali sconcertanti rivelazioni, passiamo alle prestazioni dei cantanti in gara.

baglioni robot sanremo

BIG

Giovanni Caccamo 4,5 = Giovedì grasso, giovedì di riscatto per i cantanti in gara, ma per Giovanni Caccamo non vi è molto da dire. L’amore resta sempre quell’eterno obiettivo da raggiungere, ma come al solito, come se San Valentino non arrivasse mai ed ogni fiore non sbocciasse mai in un cuore. Tutto ciò allunga la malinconia di un festival non di certo allegro, un po’ come la sua barba, nonostante ciò rimane un dubbio. Non ricorda qualcuno la sua voce? LUCA LAURENTI

Stato Sociale 8 = In un Festival dove non succede nulla se non i duetti di Baglioni, loro sono gli unici ad aver voluto osare. Se dovessimo guardare il testo ed l’aspetto melodico vi sarebbe da metter le mani nei capelli di Rolando Ravello, ma vista l’accessibilità della canzone e la genialità scenica esposta, il gruppo emiliano fa esultare pubblico e giornalisti e superano il pregiudizio della vecchia che balla. STANDING OVATION

Luca Barbarossa 5,5 = Una canzone impegnata, con un testo in romano che, benché sia comprensibile da tutti, non si adatta al meglio a questa gara canora. La storia è toccante, ma in questo Sanremo deprimente anche la sora Maria vorrebbe tornare a sorridere. GIACOMO LEOPARDI

Enzo Avitabile e Peppe Servillo 5 = Napoli resta sempre Napoli, nasconde molteplici segreti, ma uno sovrasta tutti : troveranno pace Enzo Avitabile e Peppe Servillo ? Non è dato sapersi, visto che nel corso del brano continuano a girarci attorno senza mai avere un proprio vero slancio, portandosi dietro gli strascichi della voce nasale di Enzo. TORMENTATI

Max Gazzè 7 = L’Ulisse Pizzomunno riesce a toccare finalmente la propria Cristalda e ciò dona ritmo e velocità al cantante lucano che, rispetto alla serata di martedì, riesce a trovare l’equilibrio che mancava per portare ai piani alti una canzone di tradizione e speranza. IL RISVEGLIO

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli 3 = Se anche Facchinetti inizia a steccare, puoi prendere e tornarcene a casa. I due cantanti si presentano sul palco tesissimi, con vistose rughe espressive che sfigurano ulteriormente i loro visi segnati dal tempo. A differenza della prima serata, a rimanere senza voce in conclusione è proprio il cantante bergamasco che, con gli ultimi strazianti acuti in grado ancora di immolare, implora di staccar loro la spina. ACCANIMENTO MUSICALE

Ermal Meta e Fabrizio Moro 8,5 = Hanno la vittoria in mano e ne sono perfettamente consapevoli, tant’è che nemmeno il presunto scandalo plagio dai retroscena sempre più cupi li può fermare anzi, non fa altro che aumentare la rabbia positiva di Fabrizio e scatenare il pacifico Ermal. E NON CI LASCEREMO MAI, ABBIAMO TROPPE COSE INSIEME

Noemi 6 – = Dopo aver visto Ermal Meta e Fabrizio Moro, Veronica pensa bene di non esser da meno e decide di emularli, cercando di copiare il cantautore romano, peccato che quella sia ancora la brutta copia di quest’ultimo prima della cura Meta. La sottoveste indossata ci fa capire come il Festival abbia bisogno di esser accorciato, nonostante ciò non riesce a colpire. ESAGERATA

The Kolors 5 = La canzone piacerà anche al pubblico, ma sentendo l’esibizione pare esser soltanto un brano d’esportazione rivisto in chiave napoletana. Se da una parte c’è questo problema, dall’altra i venditori di percussioni, per anni messi in disparte a Sanremo, in questa edizione hanno trovato la propria dimensione. FAMIGLIA TAMBURI

Mario Biondi 4 = Audace la scelta di porre Mario Biondi in coda dopo una serata già di per sé sfiancante: se qualcheduno aveva resistito ancora sveglio, gli occhi li ha chiusi di certo. Il cantante soul continua a proporre una canzone presente nel repertorio di piani bar di livello squallido che con la loro musica dovrebbero esser il sottofondo adatto per riunire coppie in crisi. Risultato : coppia scoppiata, spettatori addormentati. LEXOTAN

NUOVE PROPOSTE

Mudimbi 7,5 = Nell’epoca dei rapper che raccontano gli errori della società, Mudimbi non se la prende nemmeno troppo e, con leggerezza, conquista il pubblico ed il segreto per una vita serena. TOY BOY DI ORIETTA BERTI

Eva 4,5 = Una canzone in genere possiede un inizio, mentre nel caso di Eva il brano via prende alla sprovvista gli spettatori e li obbliga a rincorrerli inutilmente. L’artista prova ad emulare un celebre personaggio di Zocca, ma finisce per cascare nel mezzo della quotidianità. VASCO ROSSI IN GONNELLA

Ultimo 7,5 =L’erede naturale di Tiziano Ferro parte in sordina, per poi uscire nella seconda parte, ma tutto
ciò pare semplicemente esser una tattica tipica di una star consumata, prima di sferrare il colpo decisivo
nella serata finale verso la conquista del Leone Rampante. 60 %, IN CARICA

Leonardo Monteiro 4 = “Bianca” è quella che in gergo tecnico si può definire “lagna”. È un brano che
prosegue per inerzia, trascinandosi come uno strascico di Michelle Hunziker, senza toccare minimamente
l’ascoltatore che prosegue nelle proprie faccende quotidiane, come se non fosse accaduto nulla.
PIAGNISTEO

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