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“I lasciti testamentari, impegni concreti per la comunità”

Il presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca Carlo Vimercati spiega il convegno “Da uno a tanti: un dono nel testamento” che si svolgerà venerdì 9 febbraio.

“Da uno a Tanti: Un Dono nel Testamento” è il convegno che si svolgerà venerdì 9 febbraio dalle 9.30 alle 13 al Centro Congressi Giovanni XXIII, promosso dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, le Fondazioni di comunità e da Fondazione Cariplo.

Carlo Vimercati

Da una ricerca condotta dall’università Cattolica per Fondazione Cariplo è emerso che il valore dei patrimoni potenzialmente oggetto di lasciti a istituzioni di beneficenza secondo una proiezione nel 2020 sarà stimato in oltre 100 miliardi di Euro in tutta Italia.

Fare testamento è un atto necessario in cui si concretizzano le proprie volontà. Stendere testamento è più facile di quanto si pensi e offre la possibilità di destinare una parte dei propri beni a favore di finalità e opere sociali e solidali che lasceranno un segno indelebile del tuo impegno a favore del tuo mondo e della tua comunità. Grazie alla Fondazione della Comunità Bergamasca è possibile creare un fondo patrimoniale per realizzare i progetti e le volontà indicate nell’atto testamentario, con la garanzia di massimo trasparenza e continuità nel tempo.
Perseguendo la propria mission filantropica, la Fondazione intende continuare a incentivare le donazioni e a promuovere la cultura del dono. Il convegno è l’occasione per analizzare il tema da diversi punti di vista grazie al contributo di relatori che offrono uno sguardo trasversale e approfondito.

In occasione del convegno abbiano incontrato Carlo Vimercati, Presidente della Fondazione Comunità Bergamasca e Commissario di Fondazione Cariplo.
Presidente, perché è importante fare testamento?
“È un tema questo che spesso le persone allontanano, fanno fatica ad affrontare e evitano di discuterne: si tratta invece di un gesto di consapevolezza e responsabilità, che permette di scegliere di destinare una parte dei propri beni a favore di progetti sociali e solidali per la crescita e lo sviluppo del proprio territorio. È un gesto che ha a che fare con la capacità di donare, di restituire alla comunità parte del bene che si è ricevuto”.

Qual è il ruolo della Fondazione in questo processo?
“La Fondazione è un tramite tra i numerosi donatori che vogliono contribuire al benessere e alla prosperità della loro comunità e gli Enti e le Organizzazioni del terzo settore, permette di ottimizzare e rendere disponibili risorse, tante o poche che siano, in modo che possano rendere veramente efficaci le azioni a favore dei soggetti più svantaggiati. La conoscenza e il legame con il territorio permette alla nostra Fondazione di alimentare quel senso di appartenenza alla comunità che crea vicinanza, sostegno reciproco, attenzione e cura”.

Come si possono destinare risorse attraverso lasciti testamentari?
“Grazie alla Fondazione della Comunità Bergamasca è possibile creare un fondo patrimoniale per realizzare i progetti e le volontà indicate nel testamento, con la garanzia di massima trasparenza, miglior impiego e continuità nel tempo. Si può ovviamente scegliere di creare un nuovo fondo o aderire a uno già esistente e, ad oggi, la nostra Fondazione ne conta oltre 30, che hanno finalità specifiche in diversi settori. I fondi sono mezzi flessibili (è possibile scegliere nome e finalità delle attività filantropiche), semplici (non hanno statuto o organi particolari, ma un chiaro regolamento che viene redatto in collaborazione), economici e efficaci (godono di benefici fiscali e permettono di non frammentare le ricchezze utili alla comunità), e sicuri (la gestione controllata e il rispetto delle volontà per sempre sono garantiti per tutti)”.

Non tutti i fondi sono nati quindi con lasciti testamentari?
“Il ruolo della Fondazione può essere duplice: in alcuni casi le volontà espresse nel testamento non riescono ad essere realizzate direttamente da chi riceve la gestione del patrimonio e accade così che ci interpellino per diventare il tramite attraverso cui raggiungere quegli obiettivi indicati dal donatore, difficilmente avvicinabili da un singolo privato o da un ente pubblico. In altre situazioni, come avvenuto grazie alla nostra ex vicepresidente e poi presidente onoraria Luciana Radici, è stata lei stessa a indicare nel testamento la scelta di istituire un fondo presso la nostra Fondazione per finanziare progetti specifici in ambito sociale”.

Quali sono le prospettive future rispetto al tema dei lasciti?
“Secondo le ultime stime redatte da Fondazione Cariplo, nel 2020 il valore del patrimonio potenzialmente disponibile a favore del Terzo Settore, al netto della quota riservata agli eredi legittimari, sarebbe pari a 86 miliardi di euro in Italia, di cui 13,3 in Lombardia. Diventa quindi di grande importanza informare e sensibilizzare la popolazione rispetto al grande valore sociale che questo patrimonio può avere se correttamente finalizzato e destinato a progetti a sostegno della comunità”.

Quali sono le motivazioni che hanno spinto i vostri donatori a fare un lascito?
“Abbiamo incontrato numerosi donatori in questi anni, alcuni dei quali hanno scelto attraverso il lascito testamentario di istituire un Fondo a proprio nome. La motivazione principale è sicuramente il desiderio di donare, di restituire al proprio territorio parte del bene che si sente di aver ricevuto, la decisione di offrire un sostegno e un aiuto a coloro che nella comunità sono stati meno fortunati. La volontà di dono è molto forte e sentita e avere la possibilità di vedere realizzate azioni concrete secondo finalità ben precise è una garanzia per ciascun donatore.
Si instaura un rapporto di fiducia con la nostra Fondazione, un legame che ci permette, solamente insieme, di realizzare progetti sociali e a sostegno della comunità bergamasca che cercano di rispondere ai bisogni del territorio”.

È nata da qui la decisione di organizzare un convegno ad hoc sul tema.
“Abbiamo ritenuto necessario, a partire dall’analisi di alcune ricerche e stime che anche prima ho citato, approfondire il tema dei lasciti, invitando tutta la comunità a prendere parte a questa iniziativa. Tra i relatori interverranno il Vescovo di Bergamo, Monsignor Francesco Beschi, il notaio Jean Pierre Farhat, la dottoressa Ariela Benigni dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, il Direttore Generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, dottor Carlo Nicora, e il nostro vicepresidente della Fondazione, dottor Enrico Fusi. A condurre e moderare la tavola rotonda sarà il dottor Stefano Malfatti, Direttore Comunicazione e Raccolta Fondi dell’Istituto Serafico di Assisi”.

convegno 9 febbraio 2018

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