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George Michael, il grido dell’uomo per farsi accettare com’è: un artista foto

Brother Giober ci parla di "Listen Without Prejudice" disco uscito una prima volta nel 1990 e ristampato di recente, arricchito da una registrazione dal vivo: " Ve ne parlo perché a mio parere George Michael va ampiamente rivalutato".

ARTISTA: George Michael
TITOLO: Listen Without Prejudice
GIUDIZIO: ****1/2

Vi parlo questo mese di un disco uscito una prima volta nel 1990 e ristampato di recente, arricchito da una registrazione dal vivo che immortala l’artista in un concerto del 1996. Ve ne parlo perché a mio parere George Michael va ampiamente rivalutato, cosa avvenuta solo in parte dopo il suo decesso, come spesso accade nel mondo della musica rock e dei suoi dintorni.

George Michael nel corso della sua esistenza ha scontato pesantemente un equivoco di fondo: la critica, la gente, i suoi fan lo hanno considerato dapprima un teen idol e poi un divo del pop, anche quando invece lui voleva essere considerato un crooner, un artista soul, un musicista che frequentava gli stessi ambienti di Stevie Wonder, di Marvin Gaye, di Smokey Robinson.

E che fosse molto di più di un prodotto di plastica era ben percepibile non solo dalle atmosfere musicali che era in grado di creare nei suoi dischi ma anche nelle battaglie sociali di cui era stato protagonista durante la sua esistenza, da quelle più intime circa la sua sessualità a quelle comuni a tanti altri suoi colleghi contro l’industria discografica.

In particolare Listen Without Prejudice, come documentato dallo splendido film da lui diretto dal titolo Freedom, rappresenta il risultato di una lunga ed estenuante battaglia contro la sua casa discografica in nome di un’autonomia creativa (ed economica) che, evidentemente, la major cui era legato gli impediva di esprimere (ed avere). Ed è proprio questa esigenza creativa, espressa nel titolo, è lì ad affermare la volontà dell’artista di essere ascoltato senza pregiudizi, in un repertorio , in un genere ritenuto sino ad allora lontano dalle sue corde e dalle sue possibilità.

Listen Without pregjudice esce tre anni dopo Faith, che era stato un successo interstellare e segna una rottura rispetto a tutta la precedente produzione discografica. Laddove infatti Faith conteneva ancora numerosi riferimenti alla musica funk e in particolare a Prince e qualche ammiccamento alla musica dance, Listen Without Prejudice è un disco introspettivo, personale composto, arrangiato e prodotto dallo stesso artista e rappresenta, musicalmente, un cammino a ritroso, alla riscoperta degli agli anni d’oro della musica soul e quindi alla fine degli anni ’60 e agli inizi dei ’70, ai grandi interpreti della musica da intrattenimento, quella più nobile che affonda le sue origini nei dischi di Sammy Davis Jr, di Frank Sinatra, della stessa Streisand, con uno sguardo persino ai grandi cantautori dei decenni trascorsi.

Listen Without Pregjudice è il grido dell’uomo ad accettarlo per quello che è, a riconoscerlo come un artista a tutto tondo, alle prese con un repertorio per adulti. Ed è un tentativo pienamente riuscito.

Perché è impossibile restare indifferenti alla magia di Praying for time, uno dei brani di maggior successo della raccolta, che risente dell’influenza di John Lennon e dei Beatles in particolare per quel che concerne la struttura melodica, e del Brian Ferry (Roxi Music) più ispirato quanto all’interpretazione; ed è impossibile non rimanere coinvolti al limite della dipendenza da Freedom e dal ritmo anacronistico delle percussioni presenti in grande abbondanza.

george michael

Così come resta difficile rimanere insensibili di fronte alla classe eccelsa di Cowboys and Angels, un brano jazzato dove il sussurro della voce e un leggero ritmo di batteria creano l’atmosfera perfetta, stessa perfezione creata dal suono della viola nella bellissima Something to save che ha uno sviluppo delicato prevalentemente acustico.

Altrettanto irresistibile è il soulful di Waiting for the Day che innalza George Michael al rango di interprete sopraffine al pari dei padri cui si ispira.

Dicevo, un disco bellissimo da riscoprire assolutamente anche nell’edizione originaria… ma sarebbe un peccato perché la versione di cui si tratta è arricchita da una versione rimasterizzata del memorabile concerto acustico del 1996 tenutosi presso MTV, pubblicato oggi per la prima volta su album.

Nell’ambiente soffuso dei Three Mills Island Studios di Londra, l’11 ottobre del 1996 George Michael eseguì alcune delle più belle canzoni tratte dal repertorio degli Wham! e dai suoi album solisti Faith, Listen Without Prejudice Vol. 1 e Older.

Tra le cose più riuscite ricordo una splendida versione di Fastlove, nel suo instabile equilibrio ritmico retto dal suono seducente del sax, oppure un ‘intensa versione di I Can’t Make You Love Me, una delle più belle canzoni d’amore che, se non è resa al pari di quella inarrivabile della sua interprete originaria , ossia Bonnie Raitt, poco veramente ci manca. Ma è tutto il concerto ad essere splendido perché l’introduttiva Freedom è un’esplosione di ritmi e di colori, Star People è nera al punto giusto ed Everything She Wants benché legata ad un’epoca passata, beneficia di un’esecuzione impeccabile.

Sul fronte ballate, bella è la versione di Father Figure, intensa quella di Praying for time messa lì a confermare che l’artista non è un prodotto da laboratorio e benché alle mie orecchie un po’ troppo statica, mi pare pure riuscita Older.

Il terzo disco è riservato a versioni alternative, outtakes e amenità varie, fatto salvo una dolcissima Heal the Pain, in duetto con Paul McCartney, e una convincente versione del classico Desafinado insieme a Astrud Gilberto.

Sono presenti anche alcuni inediti non proprio imprescindibili ma nella maggior parte dei casi piacevoli: così If You Were My Woman è una ballatona con una componente emozionale che non suona falsa mentre Do You Really Want To Know è un brano dance dal ritmo contagioso, meglio di Crazy Man Dance all’interno della quale il battito di una batteria sintetica suona di disturbo. Più riuscita è invece Happy nonostante strizzi l’occhio a suoni che negli anni ’90 erano particolarmente apprezzati e che risultano un po’ superati Decisamente un esperimento riuscito è invece la riedizione di Fantasy, una b-side ai tempi, ora, grazie al lavoro di Nile Rodgers un brano accattivante ove ritmica e melodia ben si sposano.

George Michael a mio parere è stato un grandissimo artista. Ha forse scontato nel corso della sua carriera i suoi esordi. Credo che alla lunga ci mancherà come Freddie Mercury, come David Bowie come tutti quelli che con le loro canzoni ci hanno migliorato l’esistenza.

Listen Without Prejudice è un grande disco, ancor più grande in questa edizione e potrà essere apprezzato in questa nuova versione anche da un pubblico più giovane che negli anni ’90 non era neppure nato.

Track List
Disco 1
1)Preying for Time;
2)Freedom ’90 (remastered);
3)They Won’t Go When I Go;
4)Something to Save;
5)Cowboys and Angels;
6) Waiting for That Days;
7) Mothers Pride;
8) Heal the Pain;
9)Soul Free;
10)Waiting

Disco 2 (Live)
1. Freedom! 90
2. Fast Love
3. I can’t Make You Love Me
4. Father Figure;
5. You have Been Loved;
6. Everything She Wants;
7. The Strangest Thing;
8. Older;
9. Star People;
10. Praying fotr Time;
11. Fantasy

Disco 3
1. Soul Free (Special Radio Edit);
2. Freedom (Back to Really Mix)
3. Freedom (Back to Really Mix Edit)
4. Fantasy;
5. Freedom ‘901 (edit)
6. Cowboys and Angels (Edit);
7. If You Were My Woman;
8. Too Funky (Single Edit);
9. Crazy Man dance;
10. Do You Really Want to Know;
11. Happy;
12. Too Funky (Extended);
13. Too Jazzy (Happy Mix);
14. Fantasy ’98;
15. Heal the Pain (with Paul McCartney)
16. Desafinado (with Astrud Gilberto).

Se non vuoi ascoltate tutto il disco: Fast Love
Se ti è piaciuto ascolta anche:
Marvin Gaye : What’s Goin’ On
Smokey Robinson: Smokey and Friends
John Lennon: Double Fantasy

Legenda Giudizio:

* era meglio risparmiare i soldi ed andare al cinema
** se non ho proprio altro da ascoltare….
*** in fin dei conti, poteva essere peggio
**** da tempo non sentivo niente del genere
***** aiuto! Non mi esce più dalla testa

L’immagine di copertina è di Stefanino Benni

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Commenti

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  1. Scritto da brixxon53

    Sempre piaciuto George, grande artista, alla faccia di chi lo aveva definito un cantante per pettinatrici, o roba del genere.
    Gran bel disco, da ascoltare con attenzione… aggiungo alla lista dei brani salienti They Won’t Go When I Go, quasi un gospel, fantastica.
    Buona musica a tutti.