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Cresce l’attesa per Dortmund, Nicolini: “Come a Colonia, colpaccio possibile”

L'ex centrocampista dell'Atalanta ricorda proprio la trasferta tedesca in cui segnò l'ultimo gol nerazzurro in Europa prima di questa stagione

Nicolini, se lo ricorda ancora quel gol contro il Colonia?
“Come no! Però allora era tutt’altra cosa rispetto all’impegno di adesso a Dortmund. Il mio gol è arrivato dopo che avevamo già fatto 1-1 all’andata e quel pareggio a Colonia era tanta manna: importante era soprattutto fare gol fuori casa e tra l’altro non eravamo quasi mai stati in difficoltà. Quindi al ritorno è stato… più facile”.

Eligio Nicolini, l’uomo di coppa, in gol contro il Colonia a Bergamo la vigilia di Santa Lucia, un bel regalo per i tifosi il 12 dicembre 1990. Poi la corsa europea dei nerazzurri si fermò contro l’Inter. Ma il mattone più grosso l’Atalanta l’aveva messo all’andata, quando (come titolava L’Eco di Bergamo), “Ha fatto tutto l’Atalanta”, prima la sfortunata autorete di Progna e poi l’eurogol di Bordin, che aveva messo in tranquillità la partita di ritorno. Con le bandiere nerazzurre e tricolori che sventolavano in festa, nello stadio del Colonia. E anche senza Caniggia, in dubbio fino all’ultimo e entrato solo negli ultimi sei minuti.

Oggi, da Colonia a Dortmund, c’è qualche affinità con quella partita, a parte il fatto che si gioca ancora in Germania? Nicolini pensa proprio di no: “Adesso è tutto diverso”, spiega l’atalantino che ha alle spalle ben 180 partite e 25 gol e al suo nome è legata anche l’ultima vittoria europea, di quella stagione. “Oggi passare il turno era già qualcosa di meraviglioso”, continua “Nico”, che però fa un distinguo: “Giocare in Europa secondo me è più semplice, perché tutti vanno in campo per fare gol, ci sono meno tatticismi, mentre invece in Italia si gioca soprattutto per non perdere”.

Che possibilità ha l’Atalanta in questo turno di Europa League? “Ha buone chances, anche perché questo non è il Borussia di qualche anno fa. Se lo stadio con quel muro giallo può mettere in soggezione i nostri giocatori? Io penso proprio di no, credo che i giocatori non siano preoccupati per questo. Penso che sarà una buona partita, equlibrata e che il Borussia dovrà faticare”.

Chi potrebbe essere decisivo, forse il Papu? “Io penso soprattutto a Ilicic”, spiega Nicolini, “credo che sia lui a poter fare la differenza. Lui ha qualità per poter risolvere il match. E tra Petagna e Cornelius, io credo che sia più adatto il vichingo, perché secondo me con la nazionale della Danimarca è più abituato a questo tipo di partite”.

L’Atalanta ha anche ottimi difensori… “Assolutamente sì. Secondo me c’è molto equilibrio con i tedeschi, vero che il Borussia in Europa ha più esperienza, però quella non sarà decisiva”.

Tornando all’Atalanta di allora e ai confronti con quella di oggi, Nicolini ha una sua idea precisa: “Io dico che allora c’era parecchia qualità, avevamo Caniggia, Evair, noi piccoletti, Fortunato. Oggi ci sono Ilicic e il Papu e buoni giocatori, però allora avevamo più elementi che potevano decidere la partita”.

Sempre una grande emozione giocare in Europa? “Beh indubbiamente. In Italia bene o male trovi spesso gli stessi avversari, in Europa c’è invece l’incognita, la sorpresa di affrontare una squadra che non conosci e scoprire anche uno stadio nuovo, comunque c’è un entusiasmo diverso e una diversa atmosfera”.

Nicolini spezza però anche una lancia per gli attuali nerazzurri: “Questa è una bella Atalanta, che non ho mai visto veramente in difficoltà quest’anno. Certo, ha avuto la fortuna di trovare un Everton in un momento di crisi, sembrava una squadra di serie C e lo stesso Lione stava facendo fatica. Questo non toglie nulla ai meriti dell’Atalanta”.

Ma se lei giocasse, non si vedrebbe nell’Atalanta di Gasperini? “Mah, è tutto diverso oggi. Questo è un calcio più fisico, anch’io dovevo mettere quantità e qualità, però allora giocare era più difficile, ogni domenica. E poi, scusate, avete presente che campioni c’erano, da Ronaldo a Maradona? Adesso ci sono buoni giocatori, ma i fuoriclasse non vengono più in Italia”.

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