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Dal MIUR a Burger King: le campagne per dire no al bullismo

Davvero numerose le campagne testimonial di questo progetto di sensibilizzazione che si propongono di estendere il messaggio a un raggio sempre più ampio di persone

Tutti sappiamo cos’è il bullismo, e non c’è sicuramente bisogno che io stia qui a spiegarvelo per l’ennesima volta.

Vorrei piuttosto soffermarmi, in occasione della giornata Nazionale contro il bullismo, su tutte le campagne di sensibilizzazione, i progetti e l’effettiva realizzazione di laboratori educativi per prevenire, illustrare e fornire chiarimenti, fin dalla più tenera età, per tutti quegli episodi di bullismo, subito o inflitto, che non dovrebbero mai essere né celati né giustificati.

Davvero numerose le campagne testimonial di questo progetto di sensibilizzazione che si propongono di estendere il messaggio a un raggio sempre più ampio di persone.Numerosi brand e aziende hanno aderito alla campagna, proponendosi con propri messaggi, spot o foto; tra questi ci sono anche Facebook, il MIUR, Burger King e OVS, le quali hanno proposto tre differenti tipologie di diffusione per il medesimo concetto, ad esempio: il MIUR con l’hashtag “UnNodoBlu ha proposto una vera e propria campagna per combattere il fenomeno nelle scuole ed educare da prima i genitori a monitorare i propri figli.

BurgerKing, invece, con uno spot ha chiaramente mostrato come l’ipocrisia delle persone si evidenzi chiaramente quando di fronte ad un episodio di bullismo, osservano inermi, preoccupandosi piuttosto della qualità scadente di un panino che viene servito loro malridotto.

La campagna Bullyng Junior, voleva chiaramente provocare e dare un chiaro messaggio di come certi fenomeni non debbano passare inosservati sotto i nostri occhi. Ognuno di questi brand con il proprio messaggio chiave, tutti uniti contro il bullismo.

Per ogni comportamento scorretto nei confronti di un’altra persona, sia questo un atto verbale o fisico, si aziona un meccanismo automatico di chiusura da parte della vittima che si ritrova a continuare a subire senza trovare il modo di uscirne, ecco perché è giusto che ognuno di noi sia informato sulla possibilità di poter sempre chiedere aiuto e che sia consapevole che un bullo non è mai migliore della sua vittima.

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