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Le cascate del Serio, luogo della felicità di Elio e Oliver

Davide Sapienza, scrittore, giornalista e geopoeta che abita a Songavazzo in Valle Seriana, per Vanity Fair ha scritto un articolo dedicato alla presenza importante delle cascate del Serio nel film di Luca Guadagnino, candidato a più Oscar Chiamami con il tuo nome.

Davide Sapienza, scrittore, giornalista e geopoeta che abita a Songavazzo in Valle Seriana, per Vanity Fair (leggi) ha scritto un articolo dedicato alla presenza importante delle cascate del Serio nel film di Luca Guadagnino, candidato a più Oscar Chiamami con il tuo nome.

Eccolo

Per chi ha visto il film sono uno scenario indimenticabile: le cascate del Serio, il luogo della felicità per i protagonisti di Chiamami col tuo nome. Potenti, lontane dagli stereotipi, ecco perché andarci è un’emozione

Ci sono attimi, brevi minuti, che in un film scorrono come un fiume potente in caduta libera e dove le parole non servono: in quella cascata libera la natura delle emozioni umani e quella della montagna convergono nello slancio universale che ci fa sentire il picco dell’estasi, la potenza della vita. È quello che proviamo quando Elio e Oliver, protagonisti di Chiamami col tuo nome, delicato e potente capolavoro di Luca Guadagnino, fuggono da ogni cosa e raggiungono un luogo nel quale la natura madre parla per loro.

Siamo in Valle Seriana, sotto le cascaste del fiume Serio, non lontani dalle sorgenti, a quasi duemila metri di quota. Qui si tocca il vertice poetico della storia sentimentale che lega un adolescente diciassettenne a uno studente universitario. Ambientata nel 1983, si tratta di una vicenda dal valore universale, come la forza della vita nell’acqua del fiume, una narrazione che spoglia di ogni ideologia il sentimento più grande e misterioso e lo illumina con la rugiada dell’eterno ciclo dell’acqua.

PERCHÉ LE CASCATE

Sono stati gli eventi che si susseguono, ambientati tra le province di Brescia e Bergamo, ad avere invitato il regista a risalire la corrente per trovare l’apice emozionale che uno scenario formidabile come le cascate del Serio poteva servirgli per spingere i due protagonisti in un orizzonte oltre le difficoltà quotidiane. Elio e Oliver, Oliver e Elio sono felici, non hanno bisogno di parole, scompaiono nell’abbraccio della natura, abbattono il muro della miseria umana, varcano il confine del qui&ora e vanno oltre. Questa scena di rara potenza è stata girata a Valbondione, primo paese della Valle Seriana attraversato dal fiume che correrà per altri 120 chilometri sino all’Adda. Guadagnino ha voluto evitare una location nota proprio per ribadire l’unicità del suo messaggio poetico, rendendo immortale la scena, dunque l’amore, il suo messaggio universale.

Mai prima, queste cascate erano state immortalate dalla cinepresa. Eppure ogni anno, in occasione delle cinque aperture estive, quando la diga del più grande lago artificiale delle Orobie viene aperta e nei pressi delle cascate si radunano decine di migliaia di persone, che ne ammirano la forza mentre rilasciano masse d’acqua enormi che compiono il salto più alto d’Italia in pochi attimi. A questi turisti si aggiungono le migliaia che arrivano per scoprire lo splendore di un’alpe la cui magnificienza è rara e austera, magari per arrivare alle sorgenti, un segreto che sgorga a 2.800 metri di quota dal ventre del monte Torena, per raccogliersi subito nel lago naturale del Barbellino.

TREKKING E NOTTI STELLATE

Alle cascate si arriva seguendo la storica mulattiera che passa dal borgo di Maslana (nei cui pressi troviamo l’osservatorio l’osservatorio floro-faunistico) con i suoi stambecchi in libertà, per avventurarsi nell’alveo del fiume. Nel film di Guadagnino i due giovani seguono invece l’ampia mulattiera che conduce in otto chilometri al Rifugio Curò (1895m) e all’annesso ostello alpino, il più «alto» d’Europa, nei pressi del lago artificiale. Facendo base su questo balcone naturale, le escursioni sono tante e per tutti. Dai segreti dei laghetti Malgina e Gelt, al Barbellino naturale sotto il Torena, con il suo rifugio; oppure risalendo la vibrante Val Cerviera con le sue cascate, o ancora verso ovest, penetrando la misteriosa Val Morta, tutto l’opposto del suo nome con la sua colonia di stambecchi. Senza mai dimenticare che in queste alte terre di acqua e di roccia, ogni singola goccia che ci bagna infine troverà il giovane fiume Serio pronto a lanciarsi giù, verso l’orizzonte: lo stesso dove abbiamo visto correre Elio e Oliver in Chiamami col tuo nome.

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