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Utili e plusvalenze per persone fisiche: come cambia la tassazione

Il regime di tassazione è stato equiparato a quello previsto per le partecipazioni non qualificate, con conseguente assoggettamento alla ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

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La Finanziaria 2018, intervenendo sull’art. 27, comma 1, DPR n. 600/73, ha modificato il regime di tassazione degli utili/dividendi e delle plusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate (superiori al 20%), detenute in società, da persone fisiche non in regime d’impresa, equiparandolo a quello previsto per le partecipazioni non qualificate, con conseguente assoggettamento alla ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Prima della modifica normativa gli utili dovevano essere assoggettati a tassazione direttamente nella dichiarazione dei redditi del percipiente in base alle seguenti aliquote tenendo conto dell’anno di produzione dell’utile:

Fino al 2007 -> 40%
Dal 2008 al 2016 -> 49,72%
Dal 2017 -> 58,14%

DIVIDENDI

Tale novità interessa esclusivamente gli utili corrisposti a persone fisiche “private”, pertanto relativamente a partecipazioni non detenute in regime d’impresa.
Come stabilito dalla Finanziaria 2018 le novità in esame sono applicabili ai redditi di capitale percepiti a partire dall’1.1.2018.
È stato però previsto un regime transitorio che consente di applicare la precedente normativa in caso di distribuzioni di utili prodotti fino all’esercizio 2017, e deliberate tra il 2018 e il 2022.

Da ciò ne consegue che:
– agli utili prodotti fino al 2017 distribuiti (deliberati) dall’1.1.2018 al 31.12.2022 a soci persone fisiche “private”, che detengono partecipazioni qualificate, risultano applicabili le percentuali sopra citate di concorrenza al reddito complessivo da indicare in dichiarazione;
– dagli utili prodotti dal 2018 è applicabile la nuova disposizione, con conseguente assoggettamento a ritenuta del 26% a prescindere dalla tipologia di partecipazione detenuta.

PLUSVALENZE DA PARTECIPAZIONI

La finanziaria 2018, con la modifica dell’art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 461/97, è intervenuta anche sul trattamento delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate da parte di persone fisiche “private”.

È stato infatti equiparato a quelle da partecipazioni non qualificate, con conseguente assoggettamento ad imposta sostitutiva del 26%.
A differenza dei dividendi non è previsto un periodo transitorio e le nuove disposizioni sono applicabili alle plus / minusvalenze realizzate a decorrere dall’1.1.2019.
Di conseguenza con riferimento alla cessione di una partecipazione qualificata effettuata:
– entro il 31.12.2017, con incasso integrale del corrispettivo nel 2017, la plusvalenza è soggetta a tassazione nel 2017 nella misura del 49,72%;
– entro il 31.12.2017, con incasso del corrispettivo nel 2018, la plusvalenza è soggetta a tassazione nel 2018 nella misura del 49,72%;
– nel 2018, con incasso integrale del corrispettivo nel 2018, la plusvalenza è soggetta a tassazione nel 2018 nella misura del 58,14%;
– dal 2019, la plusvalenza è soggetta a tassazione secondo le nuove disposizioni tramite imposta sostitutiva del 26%.

Inoltre, con l’abrogazione del comma 3 e la modifica del comma 5 dell’art. 68, TUIR le plusvalenze derivanti da partecipazioni sia qualificate che non qualificate sono “sommate” alle relative minusvalenze.

Di conseguenza, ad esempio, è possibile compensare la plusvalenza da partecipazione qualificata con la minusvalenza da partecipazione non qualificata e viceversa.

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