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L'allarme

Il trucco della fialetta di Carnevale: in Bergamasca 127 truffe ad anziani nell’ultimo anno

I truffatori agiscono soprattutto in città: ecco come. I carabinieri passano all'attacco con brochure informative e incontri nei paesi

Lanciano una fialetta di Carnevale fuori dalla porta, suonano il campanello e simulando una perdita di gas fanno uscire chi c’è in casa per poi entrare a rubare. È il trucco che si sta diffondendo negli ultimi mesi anche a Bergamo e provincia per truffare gli anziani. Lo hanno scoperto i carabinieri del Comando provinciale nel corso delle indagini per cercare di arginare un fenomeno ancora molto diffuso.

I dati parlano chiaro. 173 gli episodi denunciati nel 2015, 249 l’anno successivo e 127 nei dodici mesi appena trascorsi. Numeri in calo, ma il problema rimane. In particolare in città, dove si consumano il 40% dei raggiri. Per il resto i comuni della provincia più colpiti sono Dalmine, Romano e Treviglio, dove le truffe (sempre denunciate) sono meno di una decina all’anno.

Le vittime vengono scelte con cura, attraverso appostamenti, conoscenze o ricerche sui social. Oltre alle persone di una certa età, dai 70 anni in su, nel mirino finiscono anche quelle in condizioni di fragilità fisica o mentale.

Il modus operandi è ormai noto. I malviventi si presentano a casa qualificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine per acquisire credibilità. Spesso indossano anche parti di divisa come cappelli con loghi fittizi e pettorine catarifrangenti. Oppure espongono tesserini fasulli e dicono di essere tecnici dell’acqua o del gas, magari dipendenti di rinomate aziende.

Di solito sono almeno in due. Spesso prima di suonare il campanello fanno cadere a terra una fialetta puzzolente, quelle che i ragazzini usano a Carnevale e che si possono trovare nei negozi di giocattoli. Quando la vittima apre la porta e sente l’odore, i truffatori annunciano una fuga di gas, le consigliano di uscire, ma prima di riporre denaro e gioielli in un posto sicuro, come il frigorifero. L’anziano, in preda al panico, asseconda le indicazioni senza replicare.

A questo punto, mentre uno entra in casa con la scusa di controllare il presunto guasto ma in realtà per intascare i preziosi, l’altro tiene a bada il truffato. Infine se ne vanno. Il tutto in pochissimi minuti.

Un altro tipo raggiro è quello dei finti incidenti stradali. I malviventi telefonano a persone, sempre selezionate in precedenza, e raccontano di un finto sinistro con conseguenze gravi causato da un loro parente, spesso un figlio. Chiedono poi del denaro, 500 euro, per evitare che il familiare venga arrestato. A questo punto mandano a casa della vittima un finto avvocato che ritira la cifra pattuita e se ne va.

Paolo Storoni

Un fenomeno che i carabinieri di Bergamo stanno cercando di arginare, come spiega il comandante provinciale Paolo Storoni: “Si tratta di una piaga che fa male perché colpisce persone fragili – spiega Storoni – . L’arma più efficiente rimane la prevenzione. Ci vuole diffidenza verso gli sconosciuti, come chi telefona per richieste strane o quelli che si spacciano per forze dell’ordine ma sono in borghese o con finte divise. Ricordo che noi quando usciamo indossiamo sempre l’intera uniforme. Non bisogna aprire la porta a chi non si conosce e senza preavviso vuole fare operazioni strane come controllare il contatore. Quando si hanno dubbi su chi si ha di fronte, è meglio chiamare subito le forze dell’ordine”.

I militari hanno studiato alcune mosse per cercare di mettere in guardie contro queste truffe: “In accordo con le amministrazioni comunali della provincia, stiamo preparando delle brochure informative con una serie di consigli. Saranno disponibili gratuitamente nei luoghi frequentati dagli anziani come parrocchie, bar o bocciofile. Organizzeremo anche incontri nei vari paesi in cui daremo le raccomandazioni necessarie”.

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