BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il latino o il manuale della lavatrice? Dipende dall’effetto del cambiamento

Federico Fugazza interviene e risponde alla provocazione del professor Oliviero G. Godi "Esiste un’alternativa allo studio del greco antico e del latino?"

Federico Fugazza interviene e risponde alla provocazione del professor Oliviero G. Godi “Esiste un’alternativa allo studio del greco antico e del latino? (leggi qui).

Vorrei rispondere all’articolo/provocazione di Godi, più per effettivo “sfogo” che per una reale speranza di dibattito.
Si deve, a mio avviso, partire da due grosse premesse: lo studio e l’insegnamento devono essere sempre aggiornati (amplierò l’argomento a breve), il cambiamento è sempre neutro, aldilà del nostro giudizio.

Per il primo argomento, sostengo la provocazione del professore, capendo che, come tale, dev’essere considerata. Al momento, la cultura espressa dalla scuole dei vari ordini e gradi, è molto più che ristagnante, ancorata a datati precetti, programmi e forse anche ad obiettivi formativi. Le potenzialità di nuovi studi, anche quello di un manuale tecnico, sono palesemente più ampie e si adattano con decisione spontanea all’attualità, con un orientamento al futuro (come fatto notare dal professore nel caso dell’aggiornamento dell’apparecchio).

Ma è anche vero che la “cultura” di questa epoca è prettamente tecnica, matematico scientifica, esatta. Non sono affatto certo che una cultura basata solo su questi binari sarebbe una buona scelta per le società del futuro, perché c’è ancora bisogno di chi si faccia le ossa su altre materie, qualcuno che abbia una forma mentis diversa ed orientata ad altro, ma c’è tanto bisogno che il processo affinché questo avvenga venga svecchiato, e che sia davvero orientato al futuro (non come retoricamente sostengono i professori, millantando i benefici dello studio “di una volta” come venditori televisivi). Lo studio umanistico deve cambiare, abbandonare il feticismo per i vecchi fasti ed aggiornarsi.

Qui, infatti, tocchiamo la seconda premessa. Ho appena accennato al cambiamento relativamente alla odierna condizione della cultura umanistica.

C’è ancora troppa ammirazione per i pensatori antichi e per gli studiosi che su di essi hanno raggiunto una certa fama, troppa retorica negli insegnamenti e poca predisposizione per il dialogo. Ben vengano i Gramsci e gli Augias, ma si capisca che erano/sono espressione di una certa società, di un certo bisogno culturale, che ora non esistono e non devono esistere.
Come dicevo all’inizio, il cambiamento è sempre neutro, siamo noi che ne decidiamo l’effetto, se negativo o positivo, giudicandolo.
Federico Fugazza

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.