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Telegram rimossa da App Store per “contenuti inappropriati”

Il numero uno dell'azienda, Pavel Durov, parla di contenuto inappropriato reso disponibile tramite Telegram ai suoi utenti

Telegram è stata bannata dall'App Store: cercando l'app nello store di applicazioni Apple compaiono regolarmente Whatsapp, Viber, WeChat... ma non Telegram. L'app è completamente sparita, così come l'appena annunciata Telegram X, mentre chi l'ha già installata sul suo iPhone può continuare a usarla senza limitazioni.

Non appena realizzata l'assenza di Telegram, il popolo della Rete ha iniziato a chiedere spiegazioni direttamente all'azienda: dopo qualche risposta rituale è arrivata la spiegazione del numero 1 dell'azienda Pavel Durov, che parla di contenuto inappropriato reso disponibile tramite Telegram ai suoi utenti. In pratica, Apple ha rimosso l'app dallo store per violazione delle proprie policy.

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Il problema resta: che cosa ha fatto l'app messaggistica usata da milioni di persone, specialmente giovani? Durov non lo spiega, ma ci sono diverse ipotesi: nonostante l'attenzione alla sicurezza della comunicazione sia sempre stata prioritaria in Telegram con la crittografia end-to-end, la normativa per la pubblicazione delle app iOS prevede alcune regole che Telegram potrebbe aver disatteso.

In particolare, le app che permettono user generated content (cioè che gli utenti creino contenuto) devono disporre di un meccanismo di segnalazione dei contenuti inappropriati, la possibilità di escludere utenti dal servizio, informazioni di contatto diretto all'azienda e un "metodo per impedire che materiale 'discutibile' sia pubblicato nell'app". Probabilmente Telegram è stata "bannata" per non aver implementato uno o più di questi filtri: come dichiarato da Durov, "una volta che le protezioni saranno implementate, ci aspettiamo che le app tornino nell'App Store". Nessun problema, invece, per quanto riguarda la versione Android: lei e l'app soretta Telegram X sono regolarmente al loro posto.

Non è la prima volta che Telegram viene accusata di diffondere materiale non appropriato, essendo un "facile" veicolo di video sessuali. Pensiamo che la foto di una scena di sesso amatoriale, postata su Telegram, dopo pochi giorni arriva a contare oltre le 3.000 visualizzazioni. Queste foto ed i video sono contornati di commenti che sono un modo per umiliare le donne vittime di questo sistema di condivisione di materiale pornografico amatoriale. Gli adulti usano soprattutto Kik - programma in cui è possibile inviare ogni giorno materiale vietato ai minori, foto e video di fidanzate o ex, amiche, conoscenze occasionali - mentre i giovanissimi preferiscono cercarsi su Telegram.

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