“Stefano, la sua vita, il suo amore per i cani”: sfoglia il foto-racconto
“Un’anima candida, senza malizia. Un vero altruista”. Flavia Sironi ricorda così l’amico morto a 40 anni in sella alla sua moto mentre si recava a lavoro
“Stefano era un uomo dall’anima candida, senza malizia, che amava la natura e i cani. Un uomo altruista, anche troppo”. Con queste parole Flavia Sironi, 59 anni, di Albino, ricorda l’amico Stefano Viganò, morto a 40 anni all’alba di lunedì 29 gennaio mentre si recava a lavoro, sulla strada che da Capriate San Gervasio porta a Trezzo. Per non investire una ragazzina che stava attraversando la strada, ha sbandato perdendo il controllo del suo scooter Honda 300 e finendo contro un dissuasore. Uno schianto violento, che gli è stato fatale (leggi qui).
Ultimo di sette fratelli, a Bergamo era molto conosciuto, principalmente per la sua grande passione: i cani. In particolare per la razza Australian Shepherd: Lucky, Stella, Easy e Cody erano sempre al suo fianco, per una semplice camminata in Città Alta dove era facile incontrarlo, o per imprese più impegnative.
Nell’ultimo periodo si era avvicinato al canicross, una disciplina in cui cane e padrone corrono insieme su un percorso sterrato e che richiede un grande affiatamento: “Ma Stefano era un’atleta a tutto tondo, oltre che bravo un educatore cinofilo – osserva Flavia -. In gioventù ha fatto ginnastica artistica, nuoto, triathlon, ironman, per poi passare agli sport con i cani”.
Stefano era anche responsabile provinciale del gruppo CSEN. Organizzava e partecipava a gare di agility dog, canicross, bikejoring e scooter. “Grazie a lui ho vinto due campionati italiani di categoria canicross, e partecipato agli europei con la mia cagnolina Havan, un levrieroide”, prosegue l’amica Flavia.
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Altro grande amico di Stefano era il veterinario Sergio Maffi. “Insieme hanno partecipato agli eventi che più lo entusiasmavano – ricorda Flavia -. Nel 2017 gli ha fatto d’assistente durante le gare con i cani da slitta. Ecco, il più grande desiderio di Stefano era che tutto questo diventasse la sua vita”.
Venerdì 9 febbraio, Stefano avrebbe dovuto partecipare a ‘La Grande Corsa Bianca’. Tra ampi panorami, scorci e le nutrite schiere di animali selvatici che popolano i parchi dello Stelvio e dell’Adamello, il tracciato compie un grande giro ad anello tra Alta Valle Camonica e Alta Val di Sole, con partenza e arrivo a Ponte di Legno. Una gara che ha preparato con Francesco Bellocchio, suo compagno di imprese in montagna, oltre agli amici Marco Priori, Stefano Forcella e Ylenia Zampieron. L’organizzazione dedicherà la manifestazione alla sua memoria.
(foto: Massimo Mazzasogni)






