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"Scuola, scuola delle mie brame: qual è la migliore del reame?" - BergamoNews
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“Scuola, scuola delle mie brame: qual è la migliore del reame?”

Quella della scuola è una scelta che ha un che di cruciale, poiché si tratta di scegliere non solo una scuola, ma un orientamento importante per la crescita umana, culturale e professionale di un giovane

Finita la stagione degli open day, in cui le scuole si fanno belle e si mettono in mostra ai clienti utenti, è ormai iniziata la fase delle iscrizioni. Detto che ormai l’iscrizione on line è un fatto compiuto in tutta Italia e rappresenta davvero un grande passo in avanti, il vero problema rimane la scelta che famiglie e le studentesse e gli studenti sono chiamati a fare, soprattutto quando si tratta della scelta dell’istituto superiore.

Quella della scuola è una scelta che ha un che di cruciale, poiché si tratta di scegliere non solo una scuola, ma un orientamento importante per la crescita umana, culturale e professionale di un giovane e perciò sono molti i fattori che entrano in considerazione: le inclinazioni personali, la famiglia con i suoi valori e le sue caratteristiche socio economiche, ma anche l’immagine che le istituzioni scolastiche danno di sé.
Come avviene in quasi tutti gli ambiti della vita odierna, questa immagine può essere osservata in molti modi e attraverso svariate prospettive. Si può prestare ascolto ai resoconti delle esperienze altrui (un amico, un vicino, un parente), che forniscono sempre elementi di giudizio non determinanti ma certamente utili: del resto oggi quello che si chiama metodo reputazionale è diventato un vero e proprio criterio di valutazione di un’istituzione scolastica o di coloro che vi lavorano. Si può ricorrere al supporto di indagini come quelle della Fondazione Agnelli, che attraverso un osservatorio delle istituzioni educative (Eduscopio appunto) forniscono una sorta di graduatoria delle scuole sulla base di alcuni parametri quali la media dei voti e dei crediti ottenuti all’università dagli studenti usciti da un dato istituto. Si può addirittura entrare nella scuola per visitarla, sentirne l’odore, provare addirittura a seguirne una lezione (si parla in linguaggio scolastichese di microinserimenti).

In tutti questi casi è possibile ricavare informazioni, certo utili se valutate criticamente ma non determinanti: le esperienze altrui sono sempre esposte attraverso un filtro soggettivo che può essere assai diverso dal nostro, le indagini statistiche si riferiscono ad una media, ma non garantiscono che vi si possa perciò stesso rientrare, gli open day mostrano la superficie e l’aspetto più luccicante di una scuola…

E allora? Come ottenere informazioni davvero orientative?

Ci sovviene quel processo che ha reso la pubblica amministrazione italiana un po’ più trasparente: infatti sono oggi disponibili, e con facilità poiché si possono trovare nel sito web di ogni scuola, importanti documenti che ci permettono di conoscere meglio l’istituzione scolastica: il Piano Triennale dell’Offerta Formativa e al Rapporto di AutoValutazione. Ad essi si aggiunge il Piano di Miglioramento e, a breve, si aggiungerà anche un quarto documento, il Bilancio Sociale. Si tratta di quattro documenti tra loro in stretto circolare: il Piano dell’offerta è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale della scuola e ne esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa; il rapporto di autovalutazione monitora, valuta e indica le direzioni del miglioramento (espresse nelle specifico nel piano di miglioramento appunto). Infine il bilancio sociale, previsto per la fine dell’ anno scolastico 2018/2019, valuterà con approccio critico e comunicherà in modo trasparente e secondo un approccio fiduciario il ritorno educativo che la scuola è stata capace di assicurare alla comunità utilizzando le risorse di cui dispone.
Benché documenti spesso ponderosi (alcuni piani superano le centinaia di pagine) e scritti in un linguaggio non sempre accessibile a tutti, essi dovrebbero essere sfogliati, se non letti nelle parti più importanti da chi abbia intenzione di iscrivere i figli in un determinato istituto: almeno nella parte in cui viene espressa l’identità della scuola e in quella in cui viene esplicitata la progettazione curricolare ed extracurricolare. In riferimento a quest’ultima apparirà impressionante la quantità di progetti che ogni scuola dichiara di far svolgere ai propri studenti: si tratta certo di un nobile intento, che nasce dalla volontà di aprire alla varietà del reale evitando di confinare gli studenti ad un sapere libresco e di creare noia e disinteresse. Ma molto spesso questi elenchi finiscono per essere null’altro che effetti speciali dietro i quali le scuole nascondono la mancanza di una vera identità educativa e culturale, quella appunto che ogni piano dell’offerta formativa dovrebbe esplicitare e realizzare nel curriculum, ovvero nell’insieme delle discipline di cui si compone il piano di studi .

Quello che voglio dire è che nella scelta di una scuola non si dovrebbe tenere conto delle molteplici attività extracurricolari, pomeridiane talora anche a pagamento che le scuola propongono: non perché quelle attività di per sé non siano valide, ma perché è sbagliato il presupposto sulle quali esse si reggono. Correre dietro alla molteplicità delle informazioni della nostra società (liquida e perciò, come acqua, difficile da trattenere nel palmo della mani) è una strategia perdente se lo strumento è la moltiplicazione e la frammentazione dei saperi che la miriade delle attività extracurricolari replica.

L’essenza di una scuola, ciò che dovrebbe guidare nella scelta, è il curriculum, intendendo con ciò l’insieme delle discipline di studio più consone alle inclinazioni e al talento di ciascuno; insieme complesso e armonico di saperi che si fondono in una costruzione culturale, la cui realizzazione è affidata a ciascuno di noi, ma è ottenuta attraverso la mediazione di persone qualificate e coordinate.

Ecco, in fondo la vera scuola è semplicemente quella dove si realizza questo costruttivo incontro senza tempo tra maestro e allievo.

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