La scheda

Sos medici di famiglia, in Bergamasca 33 posti su 44 non assegnati

Pochi ingressi e troppi pensionamenti. Il presidente dell'Ordine dei medici provinciale, Guido Marinoni: "Numeri che si commentano da soli"

Un problema che va avanti da tempo, complice da un lato l'uscita progressiva dei colleghi più anziani dal mondo del lavoro, e dall'altro il mancato ingresso di giovani. Così, trovare medici di famiglia diventa sempre più complicato.

In provincia di Bergamo, dei 44 posti messi a bando nell'aprile 2017 ne sono stati assegnati 11 e rimasti vacanti 33 (il 75%). A livello regionale, invece, ne sono rimasti liberi circa 400 su 670 (60%).

"Sono numeri che si commentano da soli - osserva Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Bergamo -. Siamo solo alla vigilia di un importante ricambio generazionale e già risulta difficile assegnare i posti in ambito provinciale, ciò testimonia la necessità di un intervento immediato che metta a disposizione ulteriori spazi nel Corso di formazione specifica in Medicina generale in Lombardia. Ne servirebbero subito almeno altri cento - commenta il presidente dell'Ordine provinciale dei medici - ma nessuno sembra interessarsi granché al problema".

L'Ordine si sofferma poi su un altro tema: "Quello dello slittamento del corso di formazione per medici di medicina generale lombardo per mancanza di iscritti, a causa della lentezza nello scorrimento delle graduatorie. Una situazione assurda - secondo Paola Pedrini, segretario dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Bergamo -. Già per noi giovani medici il percorso post-laurea trova un imbuto che non permette a tutti di accedere ad un percorso formativo di specializzazione per la scarsità degli investimenti in formazione e per i tempi morti della burocrazia, lunghi anche anni. Ora, però, la situazione sta diventando davvero deprimente". Sulla questione, insieme alle associazioni di categoria, l'Ordine sta continuando a sollecitare la Regione affinché ponga fine alla situazione in tempi presumibilmente stretti. "Una situazione ancor più grave - conclude Pedrini - in vista dell'indispensabile ricambio generazionale per il pensionamento di numerosi medici di medicina generale, che così rischiano addirittura di non essere sostituiti".

In Bergamasca sono 25 i medici di famiglia andati in pensione nell'ultimo semestre del 2017. Venticinque i posti che andranno a sommarsi ai 33 già vacanti nella prossima messa a bando (ad aprile 2018), mentre altri 34 sono in corso di assegnazione.

A livello nazionale, secondo un'indagine dell'Enpam, sono circa 2.700 i pensionamenti previsti in Italia il prossimo anno, quello dopo 3.500 fino a toccare il tetto dei 4 mila per altri quattro anni. A tal proposito, una delle soluzioni sul piatto sarebbe quella di aumentare il massimale (1.500 il numero di pazienti che può avere un medico di famiglia ) e strutturare gli studi medici con più collaboratori. "Soluzione comunque insufficiente se non si provvederà al più presto all'aumento dei posti nel corso di formazione specifica in medicina generale", ribadisce il presidente dell'Ordine dei Medici di Bergamo.

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