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Fuori pericolo la bimba di 14 mesi azzannata alla testa dal cane di famiglia foto

Secondo l'ultimo bollettino diffuso dai medici dell'ospedale Papa Giovanni, la piccola ha lasciato la terapia intensiva

Non è più in pericolo di vita la bambina di 14 mesi azzannata alla testa dal cane di famiglia a Bergamo. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dai medici dell’ospedale Papa Giovanni, la piccola ha lasciato la terapia intensiva ed è stata trasferita in reparto. Ne avrà ancora per un po’, ma almeno non rischia più di morire.

L’aggressione da parte dell’animale, un incrocio tra un pastore tedesco e un boxer, è avvenuta nella serata di domenica 14 gennaio, in un appartamento di via Comin Ventura. Il cane, sempre tranquillo, un domestico cagnolone di famiglia, quella sera è impazzito e si è scagliato sulla bimba.

Con Leone, questo il nome del quadrupede, la piccola giocava e spesso dormiva anche con lui nel lettone insieme ai genitori. Ma quella sera, invece, l’ha azzannata e ferita alla testa, con una violenza mai vista, al punto che in tre non riuscivano a staccarlo dalla bimba.

Il papà della bambina, che lavora in una ditta di arredamento, disperato, è indagato a piede libero accusato di lesioni colpose.

Nel frattempo l’Ats Bergamo ha reso noto che l’animale non sarà soppresso. Un’eventualità che, in realtà, non era mai stata presa in considerazione, se non nelle dichiarazioni a caldo del padre della piccola: il cane era stato trasferito nel canile sanitario di Levate per un periodo di osservazione di 10 giorni, al termine dei quali avrebbe dovuto rientrare nella disponibilità del proprietario o essere affidato a un soggetto giudicato idoneo a detenerlo e accompagnarlo in un adeguato ed efficace percorso di rieducazione.

La scelta definitiva sulle sorti di Leone è arrivata esattamente nei termini prestabiliti: mercoledì 24 gennaio, registrata la volontà del proprietario di cederlo, il cane è stato ceduto all’Ente Nazionale Protezione Animali di Bergamo che ha garantito la sua collocazione in una nuova struttura: l’obiettivo, al termine del percorso, è quello di renderlo disponibile a una nuova adozione.

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