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L'intervento

Sanga rilancia: “Tram delle valli, fermiamo la vendita di vecchi binari”

L'onorevole Giovanni Sanga (Pd) raccoglie e rilancia l'allarme dell'architetto Felice Sonzogni: “Coinvolgiamo tutte le comunità interessate perché non si perda un bene strategico alla viabilità futura”

L’onorevole Giovanni Sanga (Pd) raccoglie e rilancia l’allarme dell’architetto Felice Sonzogni (leggi qui): “Coinvolgiamo tutte le comunità interessate perché non si perda un bene  strategico alla viabilità futura”. “È un appello che faccio mio e che rilancio nel’interesse della Bergamasca – afferma l’onorevole Sanga -. Dobbiamo guardare avanti e comprendere l’importanza de vecchi sedimi ferroviari”.

Onorevole, da dove nasce questo appello?
“Dall’esperienza parlamentare e dall’impegno politico speso in prima linea in questi anni sul territorio. Il progetto del raddoppio della linea ferroviaria Ponte-Montello sembrava destinato a rimanere sulla carta, mentre l’opera è finanziaria e aprire presto il cantiere consegnando al nostro territorio un’infrastruttura che collega tre ospedali con una mobilità sostenibile e meno inquinante”.

Sulla tramvia T2 che porterà in Valle Brembana crede che ci siano possibilità o rimarrà un sogno nel cassetto?
“Sulla T2 è stato fatto un grande lavoro preliminare coinvolgendo tutti i Comuni interessati. Non è e non resterà un sogno nel cassetto, ma bisogna non disperdere il bene prezioso che sta alla base di questo progetto, ossia il sedime e gli immobili, le stazioni che costeggiano questo tracciato”.

Anche se per ora si parla solamente del tratto tra Bergamo e Villa d’Almè?
“Non dobbiamo dimenticare la storia. La Teb nata ai primi anni del 2000 ha realizzato il primo tratto fino a Nembro, poi è stata realizzata la seconda tratta fino ad Albino ed oggi il territorio chiede il prolungamento fino a Vertova. Per la T2 della Valle Brembana il progetto riguarda il tratto fino a Villa d’Almè. Non dobbiamo privarci dei vecchi sedimi che potrebbero facilitare il collegamento fino a San Pellegrino. Qualora si dovessere modificare per esigenze non rinviabili i vecchi tracciati occorre prima prevederne nuovi e alternativi in modo da non pregiudicare la realizzazione di un’opera che oggi può apparire lontana ma che i tempi possono invece accelerare. Il rilancio della nostra montagna passa anche da qui, da infrastrutture capaci di servire i residenti, offrire un’opportunità in più a villeggianti e turisti che amano le nostre valli e anche da mettere a disposizione per il trasporto merci delle imprese”.

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