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L’importanza della cronaca nera e giudiziaria in un giornale

“La cronaca nera è uno degli ambiti più importanti dell’informazione, soprattutto per i giornali on-line. È cosa nota l’irrefrenabile curiosità dei lettori per delitti, rapimenti, casi irrisolti ed anche incidenti stradali”: così Mauro Paloschi, giornalista di Bergamonews, introduce l’incontro alla Bergamonews Academy del 25 gennaio 2018. Al suo fianco, Marco Brizzi, illustre firma del Corriere della Sera: “una brutta notizia, è una buona notizia per il giornalista”, una frase schietta e forse un po’ cruda, segno di numerosi anni di esperienza alle spalle.

Appare chiaro fin da subito il ruolo indispensabile della cronaca nera per la vita e sopravvivenza di un giornale, soprattutto per la stampa virtuale in cui velocità e precisione della notizia, in costante aggiornamento, sono la chiave del successo e delle visualizzazioni. Il fruitore ultimo dell’informazione, il lettore, è particolarmente coinvolto da questo genere di notizie: lo spirito compassionevole e una buona dose di empatia lo portano a immedesimarsi nei fatti di cui viene a conoscenza, episodi che toccano da vicino ognuno di noi, dall’ incidente stradale, alla perdita di un famigliare, al furto in abitazione privata. Il tutto acuito – è inutile nasconderlo – da un innato gusto per il macabro che da sempre denota il genere umano.

Da una notizia importane deriva una grande responsabilità: la delicatezza dei temi trattati impone al giornalista grande attenzione e scrupolo, oltre che di tatto e sensibilità. Il sacrosanto diritto all’informare ed essere informati deve stare nei perimetri del rispetto delle vite di cui si parla. Quando si viene a conoscenza di un incidente mortale, è importante limitarsi, in prima battuta, a riportare il fatto omettendo i nomi delle persone coinvolte per rispetto dei familiari che potrebbero non essere stati avvisati dell’accaduto. Allo stesso modo il giornalista deve procedere con particolare cautela in caso di indagini e processi: se non si è giunti alla sentenza definitiva dell’ultimo grado di giudizio, il soggetto non sarà mai colpevole ma imputato. Il soggetto sottoposto a indagini preliminari non deve comunque essere definitivo “omicida” o “colpevole” perché potrà essere considerato tale – eventualmente – solo al termine della vicenda giudiziaria.

Può accadere che in fatti di cronaca di questo tipo siano coinvolti dei minori, a volte come vittime, altre come autori di reato. È questa l’occasione in cui deve essere maggiore il riserbo del giornalista, non solo per questioni di etica personale, ma anche e soprattutto in virtù di precisi doveri deontologici. La Carta di Treviso, documento redatto dall’Ordine dei Giornalisti, si occupa della tutela dei minori nell’ambito della cronaca. In un’opera di bilanciamento tra diritto di informazione e diritto alla riservatezza e protezione del minore, prevale sempre e comunque quest’ultimo. Come precisano, a più riprese, Paloschi e Brizzi, “va garantito l’assoluto anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca (…) come autore, vittima o teste”.

I rischi che la cronaca nera porta con sé sono molti, tanto per il giornalista, quanto per le persone coinvolte: un’indagine in corso, e l’eventuale processo, può portare un soggetto a dover patire un calvario giudiziario e mediatico per anni prima di arrivare alla sentenza definitiva. A un’informazione non ben verificata può conseguire un’accusa per diffamazione per il giornalista, oltre che una responsabilità per il direttore del giornale. Nonostante questo, dice Brizzi, la cronaca nera è indispensabile, la recente tragedia del terno deragliato a Pioltello è una conferma. Il compito del giornalista è quello di documentare senza mai giudicare, raccontare i fatti accaduti affinché questi non si verifichino più. La dimensione sociale è la vera natura della cronaca nera e giudiziaria: dobbiamo informare affinché le persone prendano coscienza della dimensione e concretezza di certi fenomeni. La conoscenza è la migliore arma contro paura e pregiudizi, la conoscenza è la via maestra per la libertà di pensiero e di scelta.

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