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Ozono e Pm10 alle stelle, allarme per Bergamo: 16esima città più inquinata d’Italia

Lo studio di Legambiente restituisce a Bergamo una fotografia negativa

Nel 2017 Bergamo è stata la terza città peggiore d’Italia per la concentrazione di ozono e la 24esima per quella di Pm10: la fotografia scattata dal rapporto “Mal’Aria 2018” di Legambiente restituisce alla nostra città note particolarmente negative.

“Nonostante 83 comuni, ben più dei 30 obbligati a farlo, abbiano emanato ordinanze antismog per adeguarsi al protocollo ‘Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria’ come previsto da Regione Lombardia per il recepimento dell’Accordo del Bacino Padano stipulato il 9 giugno 2017 – sottolinea l’associazione ambientalista – su tutta la Lombardia tira la solita irrespirabile aria, mitigata solo dalla variabilità meteorologica”.

Positiva, secondo Legambiente, l’adesione alle misure da parte dei proprietari di veicoli: “Tra i comuni che si distinguono troviamo i comuni della città metropolitana, escluso Milano, e Bergamo, che effettua un’attività di controllo estremamente metodica e ricorrente”.

Ma se gli occhi di tutti in questi anni si sono concentrati prevalentemente sulle polveri sottili, Legambiente richiama l’attenzione anche sull’ozono, tipico del periodo estivo: e su questo dato Bergamo, con la centralina di via Meucci, ha registrato il terzo valore più alto d’Italia, con 80 giorni oltre i limiti. Peggio hanno fatto solo Catanzaro, con 110, e Varese, con 82.

Noti, invece, i dati sul Pm10: 70 giorni oltre il limite dei 50 µg/m3 , registrati nella stazione di via Garibaldi.

Complessivamente fanno 150 giorni oltre i limiti, 16esimo dato peggiore d’Italia dove il poco ambito titolo di città più inquinata va a Cremona, seguita da Pavia, Lodi, Mantova e Monza.

A poche settimane dalle elezioni regionali per la Lombardia, Legambiente avanza un appello ai candidati: “La politica non può girarsi dall’altra parte di fronte ad una situazione che non è più emergenziale, ma cronica – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Sugli interventi per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo i candidati alla presidenza della Regione Lombardia si giocano il futuro della salute dei cittadini”.

L’associazione, infine, avanza le proprie richieste ai candidati alla presidenza della Regione:
– Stop agli investimenti per l’estensione della rete stradale e autostradale, trasferendo le relative risorse al potenziamento del TPL e all’infrastrutturazione elettrica delle reti di mobilità
– Messa al bando dei diesel con una strategia a tappe ravvicinate per arrivare ad una “Lombardia libera da diesel” entro il 2025. E nel frattempo: fuori i diesel e i veicoli più inquinanti dalle città, con standard sempre più elevati da dover rispettare per poter accedere alle aree urbane
– Conversione del parco circolante verso la trazione elettrica
– Implementazione delle infrastrutture urbane per la mobilità ciclo-pedonale
– Potenziamento dei controlli su emissioni auto, caldaie e edifici, prevedendo un sistema sanzionatorio efficace
– Riqualificazione degli edifici pubblici e privati, per ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti
– Ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città, creando zone 30 e ampie aree pedonali
– Aumentare il verde urbano sia nelle vie del centro che nelle periferie, ma anche sugli edifici
– Affrontare un programma per la riduzione delle emissioni dal comparto agricolo e zootecnico.

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