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L’ex pendolare: “Troppe situazioni anormali su questi treni” fotogallery video

"Ho sempre cercato di ignorare la sensazione di insicurezza che il viaggiare in carrozze degli anni '70 mi dava"

Dopo il deragliamento del treno a Pioltello, costato la vita a tre donne, Andrea Castagna, un ex pendolare, ci ha inviato una lettera per manifestare le sue perplessità riguardo alla situazione in cui si trovano i treni che ogni giorno trasportano lavoratori e studenti.

“Ho preso un treno Cremona-Milano almeno un migliaio di volte in 3 anni e mezzo ma per fortuna non sono mai morto.

Ero semplicemente un pendolare, come tutti coloro che sono costretti a spostarsi da Caravaggio e Treviglio a Milano per studio e lavoro.

Ho viaggiato fra ritardi, disservizi e costante insicurezza, a cui Trenord (che gestisce i treni) e Trenitalia (che gestisce le linee) non hanno mai cercato rimedio. La mancanza cronica d’investimenti (ordinari e straordinari) era sotto gli occhi di tutti. Dall’obliteratrice che non funzionava ai binari sulla linea Treviglio-Cremona che avevano tutti i profilati in legno e recavano la scritta ‘Prodotto nel 1936′.

Ho sempre cercato di ignorare la sensazione di insicurezza che il viaggiare in carrozze degli anni ’70 mi dava. E, alla fine, non mi sono mai troppo lamentato perché’ tanto se il treno faceva troppi ritardi, l’abbonamento il mese dopo era scontato.

E invece avrei dovuto dare alla cosa più peso, indignarmi e protestare. Perché non dovrebbe essere normale nella regione più ‘avanzata’ d’Italia viaggiare ogni giorno in queste condizioni.

1) Non dovrebbe essere normale morire mentre si va al lavoro perché la totale mancanza di manutenzione fa sì che due treni deraglino nello stesso punto a distanza di pochi mesi (I).

2) Non dovrebbe essere normale che qualcuno ti pianti un martello in testa su una carrozza (II).

3) Non dovrebbe essere normale avere ogni mese due scioperi totali senza che le fasce di garanzia vengano minimamente rispettate (esperienza personale).

Eppure tutto ciò, in un paese del terzo mondo come l’Italia, succede. E succede nel cuore della Lombardia perché chi amministra le ferrovie lo fa male. Ma anche perché’ chi usufruisce del servizio ferroviario non si prende la responsabilità di essere un consumatore responabile e di pretendere dalla politica azioni piu’ incisive.

Forse se tutti noi ci fossimo collettivamente presi la responsabilità di non lasciare che la situazione ferroviaria della Lombardia sprofondasse ai livelli di oggi, tre donne, di cui due caravaggine, sarebbero tornate a casa dalle loro famiglie. Magari il loro treno sarebbe arrivato in ritardo, ma almeno sarebbe arrivato”.

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