Il consiglio di Mondonico: "Gasperini risolva con chi di dovere, per il bene dell'Atalanta" - BergamoNews
L'intervista

Il consiglio di Mondonico: “Gasperini risolva con chi di dovere, per il bene dell’Atalanta”

Il Baffo di Rivolta fa il tifo per il tecnico piemontese: "Questo è un periodo troppo importante per la squadra, serve tranquillità"

“Le dichiarazioni di Gasperini? Un po’ mi ha stupito, non mi aspettavo… Pensavo più a un colloquio con la società, sono cose che si risolvono con chi di dovere e sotto questo punto di vista mi ha un po’ meravigliato”.

Emiliano Mondonico non gira tanto intorno, ma dice quello che probabilmente hanno pensato molti tifosi atalantini, quando hanno letto l’intervista di Gian Piero Gasperini. Proviamo a riavvolgere il nastro e citiamo, per esempio, un passaggio che ha fatto sobbalzare sulla sedia molti, non solo nella sede della società nerazzurra: “Io rimango se posso realizzare i desideri del presidente”, ha detto Gasperini. “Ma se le strategie cambiano, allora non ha senso restare. E il progetto di Antonio Percassi diceva: 3 o 4 big e dentro i ragazzi del vivaio. Adesso non è così. E io non posso condividere”.

Poi Gasperini ammette: “Quest’Atalanta è molto forte, non ci sono dubbi”, però più avanti aggiunge: “Qui le strategie non sono di mia competenza, non sono coinvolto. Lo accetto e faccio l’allenatore. E riconosco che mai nessuno ha fatto anche solo una minima interferenza nel mio lavoro. Ma io vedo che le strategie sono cambiate…”.

Torniamo alla spiegazione sulla strana uscita del Gasp. Per il Mondo tutto dovrebbe poi sistemarsi: “Può succedere, penso che Gasperini e la società troveranno il modo per parlarsi e chiarirsi… in fondo anche l’anno scorso era successo qualcosa del genere e poi tutto era finito in gloria. Mi auguro che anche quest’anno succeda così”.

Ma cosa ci pouò essere… dietro? Qualcuno ha parlato anche delle sirene della Nazionale: “Non so, sono tutte dicerie. Ripeto, certi discorsi vanno fatti con chi di dovere”.

Tra l’altro in un momento in cui la squadra è impegnata su tre fronti e sta andando bene: “Appunto. Non c’è bisogno, in questo momento. La squadra deve restare tranquilla e deve dare il massimo. E’ una roba fuori logica, poi è chiaro che ognuno avrà i suoi motivi”.

Mondo, cosa augura a Gasperini che venerdì 26 gennaio ha compiuto 60 anni? “Davvero? Alla grandissima. Ne ho 11 più di lui e gli auguro di passarne altri 11 positivissimi, se penso a com’ero 11 anni fa erano tempi brillantissimi, poi ho dovuto affrontare altre battaglie. Gli auguro di continuare così”.

Ma vede qualche affinità tra Gasperini e Mondonico? “Non so, ogni allenatore ha dentro qualcosa di suo, difficile fare paralleli. Certo i risultati sono molto simili e qualcuno dell’Atalanta di Gasperini anche migliore di quei momenti che abbiamo vissuto noi. Gli auguro di poter alzare un trofeo, noi… avevamo vinto il campionato di B, lui si meriterebbe una coppa, o la Coppa Italia dopo 55 anni, o l’Europa League. E’ lì che si deve puntare, più che su un piazzamento di prestigio in campionato, dove ci sono troppe concorrenti. Ma in coppa… la coppa se la giochi in un certo modo è meno difficile”.

Voi avevate già battuto la Juve. In Coppa Italia con quell’eurogol di Gallo, stagione 1995-96, nei tempi supplementari: “Non solo, anche con i gol di Evair e di Caniggia, in campionato l’abbiamo battuta. E visto che la Juve pensa a tante cose può darsi che si dimentichi un po’… e mi auguro che anche l’Atalanta le faccia dimenticare la Coppa Italia. In questo momento se la miglior Atalanta affronta le seconde linee della Juve giocando come se fossero i campioni del mondo, allora non è inferiore e può ottenere qualcosa di grande”.

Non sarebbe stato forse meglio giocare in partita secca? “No, va bene il doppio confronto, chiaro che già dalla sfida col Sassuolo si pensa a martedì e alla Juve, se come pare Spinazzola e Gomez staranno fuori a Reggio”.

Ritroveremo l’Atalanta che alla ripresa sembrava aver smarrito la sua condizione brillante di prima della sosta? “Ma guardate che il Napoli per un’ora non ha tirato in porta, ha giocato catenaccio e contropiede, è venuto a Bergamo per non prendere gol. È un Napoli molto più vicino alla mentalità della Juve e quindi ha più possibilità di vincere il campionato”.

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