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Andrea Albini: “Mio fratello Silvio, da condottiero direbbe: alziamoci e ripartiamo” fotogallery video

Giovedì 25 gennaio Bergamo ha dato l'ultimo saluto al Cavalier Silvio Albini, stroncato da un malore a 61 anni

“Per la cattedrale?” chiede una signora dall’accento tedesco sulla Corsarola. È venuta dalla Germania per rendere l’ultimo saluto al Cavalier Silvio Albini. È la mattina di giovedì 25 gennaio, alle 9 il duomo è già gremito di persone un’ora prima del funerale. In chiesa ci sono molti volti noti di industriali bergamaschi, tantissimi dipendenti e diverse persone venute da tutto il mondo per dare l’ultimo saluto al Cavalier Albini. Se il mondo lo ricorda come un capitano d’industria è monsignor Fabio Zucchelli, parroco della cattedrale che presiede la celebrazione funebre, che rivela un inedito Albini.

I funerali di Silvio Albini

“Uomo di una fede profonda, sempre presente alla messa la domenica in Sant’Agata del Carmine e generoso – puntualizza don Fabio –. Devoto alla Madonna tanto da donare nel silenzio e in più occasioni offerte per il restauro di quella chiesa e della statua della Vergine Immacolata”. Don Fabio lo definisce: “cercatore sempre in cammino per il mondo”.

L’uomo Silvio Albini prende il sopravvento sull’industriale dalle visioni lungimiranti. Andrea Moltrasio, presidente di Ubi Banca, lascia un saluto commovente che ripercorre la loro “amicizia fraterna”. Le telefonate della domenica, le avventure industriali, la condivisione per tutto ciò che è bello e rende nobile l’animo. C’è anche il tempo per un ricordo dell’ultima estate trascorsa insieme in Grecia, la visita ad un convento ortodosso e le riflessioni profonde in cui “l’anima sfonda l’intelletto”.

Ci sono i ricordi dei dirigenti e dei dipendenti, alcuni in lingua inglese, e poi l’addio finale affidato ad Andrea Albini che definisce la perdita del fratello Silvio come un “dolore acuto e profondo”. “Ho sempre visto mio fratello come un Cavaliere – confida Andrea – con lo scudo e la spada alla guida di un esercito valoroso composto dai suoi dipendenti. Oggi Silvio ci guarderebbe e da valido condottiero qual era direbbe: su, alziamoci e ripartiamo”.

Gli applausi inondano anche il sagrato dove ci sono moltissime persone venute a salutare l’industriale discreto e dal sorriso gentile che incrociavano per le vie strette e nei negozi dell’antico cuore della città. Sono venuti tutti ad abbracciare quest’uomo al quale Bergamo e il suo territorio devono molto, lo sottolinea la presenza del sindaco Giorgio Gori (con la fascia) accompagnato dalla moglie Cristina Parodi. C’è Fabio Terzi sindaco di Albino, Comune sede del Cotonificio Albini e che proprio per questa giornata ha proclamato il lutto cittadino. La trama e l’ordito di tante relazioni che hanno costellato la vita di Silvio Albini sembrano palpabili nella presenza di tante persone venute a salutarlo. Comprendi che a tutte loro ha dato attenzione, perché il Cavaliere Albini era così: una presenza preziosa e discreta. Presenza che oggi, più che mai, si fa esempio e ricordo.

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