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Uccisa in hotel a Dalmine, il 61enne: “Voleva sempre più soldi, così le ho sparato” fotogallery video

Emergono nuovi dettagli sull'omicidio di Esther Eghianruwa, nigeriana di 37 anni ammazzata da Fabrizio Vitali

Esasperato dalle sue continue richieste di denaro, l’ha uccisa con un colpo di pistola alla nuca. Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Esther Eghianruwa, la nigeriana di 37 anni ammazzata sabato 20 gennaio nella camera 24 dell’hotel Daina di Dalmine da Fabrizio Vitali, 61enne di Bottanuco.

L’uomo, disoccupato da anni, ha subito confessato ed è stato arrestato dai carabinieri di Treviglio e Dalmine con l’accusa di omicidio aggravato e premeditato.

Interrogato dal sostituto procuratore Letizia Ruggeri, ha ricostruito come sono andate le cose. Vitali dà appuntamento alla donna all’albergo lungo la strada provinciale del paese dell’hinterland per le 22 di venerdì. Lei, a differenza di quanto affermato inizialmente dall’omicida, che aveva parlato di una badante che curava sua madre, si prostituisce.

Lui arriva a bordo della sua Vespa 50 da Bottanuco, Esther Eghianruwa – almeno questo il nome con il quale si presenta all’hotel – in bicicletta dalla sua abitazione di Dalmine. È da un paio d’anni che i due si vedono saltuariamente.

Non è la prima volta che pernottano al Daina, anche se è da un po’ che non lo frequentano. L’uomo ha con sé con una valigetta nera, nella quale – poi si scoprirà – custodisce una pistola modello Glock 9×21 detenuta legalmente. Dopo aver chiesto una camera alla reception, i due salgono e trascorrono la notte insieme.

La mattina seguente, intorno alle 10.30, al culmine dell’ennesima discussione, l’uomo estrae l’arma, la punta alla 37enne e la uccide con un colpo alla nuca. Nessuno sente lo sparo.

Subito dopo, in preda al panico, Vitali chiama il 118: “Venite subito all’hotel Daina di Dalmine, c’è una donna grave”. Poi scende per accogliere il personale medico. I camerieri dell’hotel, inconsapevoli di quanto accaduto, gli chiedono se vuole la colazione. Lui va dritto alla porta. I medici arrivano, salgono e trovano la nigeriana ormai priva di vita.

Poco dopo giungono sul posto anche i carabinieri. Vitali si consegna senza opporre resistenza. Al magistrato racconta che negli ultimi tempi litigava spesso con la donna. “Lei voleva incontrarmi sempre più spesso – spiega – per ottenere più denaro da me. Era sempre più insistente e pressante. Io volevo interrompere la nostra relazione, ma lei non voleva. Così l’ho uccisa”.

Lunedì, all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, sul cadavere della vittima è stato effettuato l’esame autoptico, che non ha evidenziato anomalie rispetto al racconto dell’uomo. Tra i due non c’è stata colluttazione prima del colpo di pistola mortale.

La salma è stata composta nella camera mortuaria del nosocomio cittadino. Il pubblico ministero ha dato il nulla osta alla sepoltura di Esther Eghianruwa. Non sono però ancora stati rintracciati i suoi familiari in Nigeria.

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