In Tribunale
|Udienza Ubi, “Nessun patto para-sociale, Banca d’Italia avvalorò la fusione tra i due gruppi”
Parola alla difesa nella quinta udienza del procedimento penale a carico di Ubi Banca e 30 soggetti, nella giornata di venerdì 19 gennaio di fronte al Gup Ilaria Sanesi nell’aula del tribunale di Bergamo.
Parola alla difesa nella quinta udienza del procedimento penale a carico di Ubi Banca e 30 soggetti, nella giornata di venerdì 19 gennaio di fronte al Gup Ilaria Sanesi nell’aula del tribunale di Bergamo.
Alla presenza del Pubblico Ministero Fabio Pelosi, ha preso la parola l’avvocato Andrea Pezzotta a difesa delle posizioni di Mario Mazzoleni, Matteo Brivio (compagnia delle opere) e Stefano Lorenzi (L’’ex consigliere comunale di Forza Italia). Presente l’avvocato Bana per Emilio Zanetti e l’avvocato Dinacci sempre per Zanetti oltre a Giuseppe Calvi.
L’intervento dell’avvocato Gueli per ragioni di tempo è slittato alla prossima udienza in calendario per il 9 febbraio. Il Gup, infatti, ha deciso – per diversificati impegni – di saltare i due prossimi venerdì. In conclusione è intervenuto l’avvocato Baroni per l’indagato Manzoni. Parecchi gli spunti interessanti da parte degli avvocati in aula. Tutti sulla stessa linea: smentire e smantellare l’accusa laddove esistessero patti parasociali per la gestione di Ubi Banca.
L’avvocato Dinacci ha ricordato lo status giuridico di Ubi Banca al tempo dei fatti, una cooperativa in cui vigeva il voto capitario a scrutinio segreto. Di fatto ciò impedisce qualsiasi patto parasociale, proprio perché ogni socio rappresentava un voto a sé e sarebbe stato alquanto difficile gestire le decine di migliaia di soci indirizzandoli ad un voto. Sul concetto di pariteticità gli interventi di Pezzotta e Dinacci hanno ribadito che dai documenti del 2007, in particolare nel protocollo d’intesa, si comprende che gli accordi non riguardavano solo il momento fondativo, come vorrebbe l’accusa. “La Banca d’Italia infatti aveva avvalorato la fusione tra i due gruppi” ha rimarcato Dinacci.
Più di uno i richiami, da parte di tutti gli avvocati della difesa, alla sentenza del 19 giugno 2017 della Corte d’appello di Brescia, che ha assolto Ubi Banca nella causa intentata da Consob sulle mancate comunicazioni al mercato.
L’ intervento dell’avvocato Dinacci sul tema ha voluto precisare che infatti Consob aveva sanzionato la banca con la conclusione non è colpa grave.
Il senso delle dichiarazioni dell’avvocato Dinacci hanno richiamato tutte le comunicazioni fatte dalla Banca: Statuti, regolamenti dei vari comitati, e i pareri del professor Marchetti sui quali Banca d’Italia, che non si è costituita parte civile, nulla rileva.
Dinacci non ha mancato di sottolineare che già il fatto di aprire un processo contro gli uomini che hanno gestito Ubi Banca è vissuta dagli stessi come una forma di condanna, proprio perché hanno sempre osservato un atteggiamento di riguardo e di altissimo profilo nei confronti dell’istituzione bancaria e delle Leggi che la regolano.
Di fatto, l’avvocato Dinacci ha lanciato un chiaro messaggio al Gup a prepararsi a decidere. La documentazione non manca proprio, e secondo lo stesso legale è chiaro come non ci fosse nulla di occulto nelle relazioni che la banca ha tenuto al suo interno e verso tutti i soggetti esterni.


