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La testimonianza

Michele, una notte a settimana volontario al dormitorio della Caritas

In poche ore ha raccolto centinaia di like e una sfilza di commenti di ammirazione la semplice ma altruistica testimonianza di Michele, volontario alla Caritas diocesana di Bergamo.

In poche ore ha raccolto centinaia di like e decine di commenti di ammirazione la semplice ma altruistica testimonianza di Michele, volontario alla Caritas diocesana di Bergamo. Proprio la Caritas ha lanciato sulla propria pagina Facebook un hashtag dedicato alle persone e alle storie che le girano intorno: #iosonocaritas.

Ecco quella di Michele.

Una sera alla settimana, ogni settimana, dopo aver cenato con la sua famiglia Michele prende una borsa con pigiama, spazzolino e sacco a pelo e saluta la moglie e i figli. Va a passare la notte in un dormitorio gestito da Caritas, dove è volontario da ormai dieci anni. “Quando arrivo il dormitorio è già aperto. Di solito chiacchiero un po’ con gli ospiti, oppure gioco con loro a carte. Poi si fa la doccia e si va a dormire”, ci ha detto.

“Il volontariato è un dare, anche per i figli, perché la portata educativa di un’esperienza di questo tipo è grande.”

“In generale sono uno che ascolta molto e parla poco, dunque non faccio domande ma sono sempre disponibile se qualcuno vuole parlare con me. Si tende a mantenere un certo distaccio, anche se a volte è difficile: mi è capitato di affezionarmi ad alcune persone e non è stato semplice nasconderlo”.

All’inizio Michele pensava che il tempo passato a fare del volontariato, per quanto fosse una cosa buona, sarebbe stato “un togliere” alla famiglia, “invece è un dare, anche per i figli, perché la portata educativa di un’esperienza di questo tipo è grande”.

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