Il Comune si affida a Enpa per la gestione dei gatti liberi: risparmio di 30mila euro - BergamoNews
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Il Comune si affida a Enpa per la gestione dei gatti liberi: risparmio di 30mila euro

L'intesa, triennale, trovata sulla base di un massimo di 20mila euro: Palazzo Frizzoni si allinea agli obblighi della legge 281 del 1991.

Con il via libera unanime del consiglio comunale di lunedì 15 gennaio, il Comune di Bergamo ha stipulato con l’Enpa una convenzione che permette di adempiere agli obblighi di legge relativi alla gestione dei gatti liberi sul territorio di proprietà sconosciuta e di tutti i casi sociali di persone impossibilitate a gestire il proprio felino domestico: una mancanza che l’amministrazione ha colmato affidandosi alla struttura di via Mangili gestita dall’Ente Nazionale Protezione Animali.

L’obbligo, previsto dalla legge 281 del 1991 e confermato dalle norme regionali numero 33 del 2009 e 15 del 2016 oltre che dal regolamento regionale degli animali dell’aprile scorso, prevede che i gatti la cui proprietà risulti sconosciuta, anche momentaneamente, o di cui i proprietari non abbiano più la possibilità di occuparsene, in seguito alla carcerazione o al trasferimento in una casa di riposo, siano affidati all’amministrazione comunale di riferimento: fino a lunedì Palazzo Frizzoni risultava da questo punto di vista inadempiente.

L’intesa, della durata di tre anni, prevede il riconoscimento da parte del Comune di una quota massima di 20mila euro annui, di cui 4mila in parte fissa come contributo per i costi di mantenimento della struttura zoofila convenzionata e gli altri 16mila erogati sulla base degli effettivi interventi: una cifra congrua con l’esborso che mediamente Enpa si è fatta carico esclusivamente negli anni scorsi ma che comunque non copre interamente le spese di gestione dei gatti.

Per il Comune di Bergamo, in ogni caso, si tratta di un risparmio considerevole: nel 2017, ad esempio, per la gestione di 68 felini che sarebbero stati di pertinenza comunale, ovvero ritrovati o affidati dall’autorità giudiziaria perchè vittime di abbandono o maltrattamento (articolo 544 o 727 del codice penale), l’amministrazione avrebbe speso a mercato oltre 50mila euro comprensivi di costi sanitari e costi di pensione per gatti adulti e cuccioli, “scontati” a 22.000 secondo la tariffa agevolata concordata con Enpa.

Il valore della convenzione, quindi, è inferiore al risparmio complessivo che il Comune si è assicurato.

Di 68 casi registrati lo scorso anno, 26 erano cuccioli sotto l’anno di età, 22 di pertinenza comunale a vario titolo e 20 salvati da un appartamento dove erano stati stipati da un accumulatore seriale nel quartiere della Celadina: la permanenza media all’interno della struttura è stato di 32 giorni, al termine dei quali è seguita l’adozione, indice di un elevato turnover che è sintomo di efficienza.

“Siamo particolarmente soddisfatti del raggiungimento di questo obiettivo – ha sottolineato il commissario straordinario di Enpa Bergamo Mirella Bridda – Il Comune conferma in questo modo la bontà del lavoro che abbiamo svolto in questi anni e lo ringraziamo per la fiducia da un lato e per essersi allineato alla normativa dall’altro: un ringraziamento particolare anche all’assessore competente Leyla Ciagà e alla garante per i diritti degli animali del Comune Paola Brambilla”.

“Con la convenzione – ha aggiunto l’assessore Ciagà – andiamo ad adempiere agli impegni presi in campagna elettorale in tema di diritti degli animali: tra gli altri, già adottati, ricordiamo il regolamento sul benessere degli stessi, la presenza sul territorio dello stesso gattile e la sottoscrizione non onerosa di una collaborazione tra volontari Enpa e assistenti sociali del Comune per lavorare in sinergia”.

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