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Giovani “malati” di perfezione: attenzione alla salute

Tutto ciò ha delle forti ricadute a livello psicologico con un aumento dei livelli di depressione, ansia e pensieri di suicidio

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Ciascuno di noi conosce – o magari siamo noi ad esserlo – qualcuno che ritiene che ogni cosa fatta dagli altri non vada mai bene: è il problema del perfezionismo, ormai largamente diffuso soprattutto fra le nuove generazioni. Ci capita al lavoro così come in famiglia, con i nostri amici ma anche con i nostri partner: riusciamo a trovare un difetto in qualsiasi cosa venga fatta o detta, e ad ogni critica ne sussegue un’altra.

Proprio questa tendenza a rifiutare le imperfezioni è stata il fulcro del lavoro di ricerca svolto dagli studiosi della St. John University di York, nel Regno Unito: lo studio ha preso in esame 41.641 studenti universitari canadesi, americani e britannici a cui è stato sottoposto un test incentrato proprio sui cambiamenti generazionali del perfezionismo dal 1980 ai giorni nostri.
Sono stati presi in considerazione tre tipi di perfezionismo: quello orientato verso se stessi, quello orientato verso l’altro e infine quello relativo alle eccessive aspettative che gli altri hanno nei nostri confronti.

I risultati, pubblicati su Psychological Bulletin, fanno emergere un dato molto significativo: è infatti emerso che in tutte e tre le tipologie di perfezionismo le nuove generazioni hanno punteggi nettamente più alti rispetto ai loro predecessori, con una conseguente maggiore instabilità e fragilità della loro salute mentale.
Una possibile causa è riscontrabile nell’utilizzo dei social network come suggerisce Thomas Curran, il principale autore dello studio, che dice: «I giovani di oggi sono in competizione l’uno con l’altro per soddisfare le pressioni della società ad avere successo, e sentono che il perfezionismo è necessario per sentirsi sicuri, socialmente connessi e di valore». I vari Facebook, Instagram & Co. creano quindi una sorta di isolamento sociale e rendono i giovani insoddisfatti dei propri corpi.

Tutto ciò ha delle forti ricadute a livello psicologico con un aumento dei livelli di depressione, ansia e pensieri di suicidio, propri delle nuove generazioni e sì presenti, ma in percentuali inferiori, anche in quelle di qualche decennio fa.

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