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Al Vittorio Emanuele si celebra la Costituzione: "Le scuole devono renderla materia obbligatoria" - BergamoNews
La dirigente scolastica

Al Vittorio Emanuele si celebra la Costituzione: “Le scuole devono renderla materia obbligatoria”

Abbiamo intervistato la preside dell'Istituto Vittorio Emanuele, Patrizia Giaveri, in merito all'evento “Benvenuta Repubblica, auguri Costituzione!”, svolto a scuola

Nella mattinata di sabato 13 gennaio ha avuto luogo all’Istituto Tecnico Commerciale e Turistico Statale Vittorio Emanuele II di Bergamo l’evento “Benvenuta Repubblica, auguri Costituzione!”. L’iniziativa, fortemente voluta dalla dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo Patrizia Graziani per celebrare i 70 anni dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana (1 gennaio 1948), ha visto la partecipazione di autorità del panorama bergamasco, ma erano presenti anche numerosi studenti, anche loro desiderosi di prender parte a questo compleanno così importante.

I saluti iniziali sono stato affidati alla padrona di casa, la preside del Vittorio Emanuele II Patrizia Giaveri che, entusiasta del successo riscosso, ha subito voluto ringraziare la dirigente Graziani per aver scelto proprio il Vittorio Emanuele come sede di svolgimento dei festeggiamenti. La parola è poi passata alla dirigente stessa, che ha sottolineato l’importanza che la giornata riveste per i giovani studenti e le giovani studentesse: “I valori della Costituzione hanno un peso anche oggi: sono infatti i valori centrali del nostro modo di pensare e agire”.
Nel corso della mattinata sono poi intervenuti anche gli studenti: in primis Lisa Pesenti, presidente della Consulta Provinciale Studentesca, che ha parlato in maniera diretta ai propri coetanei suggerendogli una lettura ed un’attenta analisi della Costituzione; poi anche Henry Lazarte ed Edoardo Orlandini, i rappresentati d’Istituto del Vittorio Emanuele, che hanno sensibilizzato i propri compagni sull’importanza non solo di conoscere la Costituzione ma anche di trasmetterla.

Presente anche Vittorio Masia, presidente del Tribunale di Brescia, che ha posto l’accento sulla necessaria consapevolezza del sacrificio e del contesto storico entro cui la Costituzione si è inserita. Gli ha fatto poi eco Mauro Magistrati, presidente del Comitato Provinciale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), che ha ricordato la figura di Ferruccio dell’Orto, partigiano 17enne ucciso dai fascisti a fucilate mentre cercava di scappare da loro.
Verso le 11.30, sulle scale di fronte all’ingresso, si è poi potuto assistere alla lettura dei primi 54 articoli della Costituzione da parte di studenti offertisi volontariamente.

Al termine dell’evento abbiamo fatto due parole con la preside Patrizia Giaveri.

Quanto è importante celebrare un anniversario del genere – 70 anni sono un bel traguardo – fra le mura di un Istituto Scolastico?

“È un fatto molto significativo. Inoltre, devo ringraziare la dottoressa Graziani per aver scelto il Vittorio Emanuele in quanto ha una storia importante, una storia che attraversa l’Italia a partire dalla sua Unità. Siamo direttamene coinvolti nell’elaborazione della Costituzione, in quanto in essa è presente il pensiero di uno degli insegnati che qui ha lavorato, il professor Ernesto Rossi. L’articolo 11 si ispira proprio al suo pensiero: egli voleva un’Europa unita poiché «…solo un’Europa unita può costitutore un antidoto efficace contro i nazionalismi…».

Quanto sarebbe importante per la formazione degli studenti che tutte le scuole inserissero nei propri programmi un buon numero di ore di lettura, conoscenza e studio della Costituzione?

“Sarebbe importantissimo perché la costituzione è la legge fondamentale dello Stato nonché la base di tutte le altre leggi. Noi, come scuola, siamo particolarmente fortunati perché tra le nostre materie annoveriamo lo studio del diritto ed è proprio per questo che i miei docenti stanno dedicando, assieme ai propri studenti, numerosi eventi che trattano la riflessione sulla Carta Costituzionale. Il 22 dicembre, per esempio, in occasione di quello che accadde nel 1947, abbiamo donato a tutti gli studenti delle classi quinte il testo della Costituzione; inoltre, abbiamo iniziato a leggere i primi 12 articoli, i principi fondamentali. È l’inizio di un percorso che durerà tutto l’anno, per dare il giusto risalto ad un anniversario così importante.”

L’articolo numero 1 della Costituzione dice che “L’Italia è un Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Essendo BGY un giornale scritto dai giovani per i giovani, volevo chiederle due parole in merito a queste due tematiche, sempre più legate fra loro viste le difficoltà che le nuove generazioni riscontrano nell’inserirsi all’interno del mondo del lavoro.

“Per i nostri giovani, l’articolo 1 può sembrare l’incipit di una Costituzione che assomiglia di più ad una promessa, e non ad una realtà affermata. Mi sento di dire a tutti i giovani di guardare al futuro con ottimismo: come tutte le cose, anche l’economia del nostro paese darà loro la possibilità di realizzare i propri sogni. La scuola deve certamente infondere fiducia nei giovani di oggi, e soprattutto deve prepararli ad affrontare il mondo del lavoro. Per noi è importante che esperienze tipo l’alternanza scuola-lavoro vengano fatte con responsabilità e consapevolezza, ma anche con l’idea che in un futuro prossimo potranno aprire ai nostri giovani grandi opportunità, probabilmente maggiori rispetto a quelle che abbiamo avuto noi alla loro età. È importante impegnarsi nello studio delle lingue straniere, per aprire lo sguardo verso altri paesi; è importante sfruttare gli strumenti che l’era digitale ci sta offrendo; ed è ancor più importante che ogni giorno la scuola veicoli questi messaggi ai ragazzi, attraverso l’esempio che tutto il personale deve dare. I giovani devono sentirsi attori e non spettatori. In questa direzione, il Vittorio Emanuele ha deciso di affrontare per la prima volta il percorso del “bilancio partecipativo”: tutti gli studenti ed i loro genitori parteciperanno attivamente alla realizzazione di progetti che saranno loro stessi a proporre e ad organizzare. Credo che per loro sia importante, in quanto in questo modo li si coinvolge e li si fa sentire cittadini attivi, vedendo la scuola a 360 gradi.”

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