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Udienza Ubi, l’avvocato: “Ecco perchè Moltrasio va prosciolto”

Il legale del presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo bancario: "Nessun giochetto Bergamo-Brescia"

Nuovo capitolo dell’udienza preliminare per il caso Ubi. Il procedimento vede imputati l’AD Victor Massiah, il presidente e il vicepresidente del consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio e Mario Cera, l’ex presidente del consiglio di gestione Franco Polotti, l’ex presidente del Cdg di Banca Lombarda e Piemontese Giovanni Bazoli, e di altre 25 persone facenti parte gruppo bancario di Bergamo, oltre alla stessa banca come persona giuridica.

Le accuse sono di ostacolo agli organismi di vigilanza e di presunte interferenze illecite in vista della formazione dell’assemblea del 2013. In particolare il sostituto procuratore della Repubblica di Bergamo ha incentrato le indagini su come veniva gestita la banca e su come si alternavano le cariche al potere, concludendo che ci sarebbe stato un patto occulto tra i bergamaschi e i bresciani per influire sulle assemblee e sulle maggiori decisioni del gruppo.

Venerdì 12 gennaio nell’aula 1 del tribunale di via Borfuro hanno parlato i legali di tre degli imputati. A partire dall’avvocato Carlo Baccaredda, difensore di Ettore Medda, ex vicedirettore generale di Ubi (all’epoca dei fatti). L’arringa si è basata in particolare sul capo G dei punti d’accusa, quello sulla privacy: “Ho denotato degli equivoci gravi – le parole di Baccaredda -, con una certa superficialità nelle indagini, soprattutto sul fatto che il mio assistito avrebbe consegnato il libro soci alla Cdo (compagnia delle opere). Fatto che non corrisponde alla realtà. Sul capo F, quello dell’illecita influenza assembleare, rammento il fallimento della prova di resistenza. Quindi, semmai, può rimanere solo il tentativo”.

La parola è passata poi a Gian Paolo Del Sasso, avvocato di Giuseppe Sciarrotta, referente centrale a livello nazionale della gestione del libro soci di Ubi: “Il mio assistito è stato indagato solo in una seconda fase, in base alla denuncia di Giorgio Jannone. Nella consulenza tecnica di ufficio al tribunale di Brescia del novembre 2014, Jannone aveva chiesto l’annullamento dell’assemblea del 2013, in cui a rappresentare la banca c’erano Marchesi e Sciarrotta. In realtà Sciarrotta non è responsabile dell’ufficio soci nazionale, come affermato da Jannone alla Guardia di Finanza, che si è fidata di lui”.

Infine, per tre ore, ha parlato Mauro Angarano, legale del presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi, Andrea Moltrasio. L’avvocato ha ripercorso la storia del gruppo bancario a partire dalla sua nascita, nel 2007, dalla fusione fra Banche Popolari Unite e Banca Lombarda, per escludere patti parasociali: “Intendo dimostrare che il concetto di pariteticità era espresso nello statuto e nella documentazione inviata alla Banca d’Italia e che non c’era nessun patto occulto tra le due derivazioni (Bergamo e Brescia)”.

“Ubi – ha aggiunto -ha dimostrato di essere vicina alle nuove regole trasformandosi immediatamente, prima fra tutte, in Spa. E con meraviglia per noi, il pm ha visto questa mossa come un capo di imputazione. Nel 2013 inoltre, Moltrasio era solo un presidente in pectore, quindi solo candidato, e questo smentisce di fatto i capi d’imputazione a lui ascritti”.

“Smentisco anche le accuse sulle due associazioni, in particolare su quella degli amici di Ubi, che in realtà non ha mai commissionato nessuna nomina nel gruppo Ubi. Concludo chiedendo il proscioglimento di Andrea Moltrasio”.

Nell’aula del tribunale ad assistere all’udienza preliminare di fronte al gup Ilaria Sanesi, c’era anche il procuratore di Bergamo Walter Mapelli. La prossima è stata fissata per venerdì 19 gennaio.

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