La curiosità

Bergamo, un gatto nell’aula del processo: imprendibile, udienza sospesa

Fermato solo grazie a un avvocato che si toglie la toga, gliela getta addosso e riesce ad acchiapparlo

Se in Francia c’era Il gatto con gli stivali, a Bergamo c’è quello con la toga. Difficilmente verrà scritta una fiaba sul felino nell’aula del tribunale cittadino, ma si è meritato almeno un articolo di giornale per aver fatto sospendere l’udienza di un processo.

È successo giovedì 11 gennaio all’interno della sede distaccata del palazzo di giustizia, in via Sant’Alessandro, quella dove si trova il giudice di pace. Alle 12 si sta celebrando un procedimento per lesioni a carico di un uomo.

All’improvviso da sotto lo scranno del giudice, Lucia Berloffa, spunta un grosso gatto. Nessuno l’ha visto entrare. Probabilmente si trovava lì da ore, stava dormendo ed è stato svegliato dai presenti.

Il felino inizia muoversi velocemente per l’aula. Gli avvocati, tra cui il bergamasco Mario Bresciani, cercano di prenderlo. Ma niente, l’animale non si lascia afferrare. La scena è grottesca: giudice, legali e imputato a inseguirlo per l’aula.

Il giudice è così costretto a sospendere momentaneamente l’udienza. Viene chiamata la sicurezza, ma nemmeno le guardie riescono a bloccare il gatto, che continua a spostarsi velocemente da un angolo all’altro della stanza e non ha intenzione di uscire.

A un certo punto, quando tutti sembrano avere perso ogni speranza, un avvocato ha un’idea: si toglie la toga, la getta addosso al felino e riesce ad acchiapparlo. Viene liberato sul tetto del palazzo. Il processo può così riprendere, con uno spettatore in meno.

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