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Justin Trudeau, il primo ministro ispiratore delle nuove generazioni

L’Esempio del presente che la nostra rubrica oggi vuole raccontare è Justin Trudeau, primo ministro del Canada, leader della cultura pop e molto apprezzato dai giovani di tutto il mondo

La storia non ha da insegnare solo dal passato: sono gli uomini e le donne del presente a creare le nuove pagine del nostro tempo. Anche da loro i giovani devono apprendere e ed essere spronati per lasciare un segno e fare della propria vita una grande occasione da cogliere. L’Esempio del presente che la nostra rubrica oggi vuole raccontare è Justin Trudeau, primo ministro del Canada, leader della cultura pop e molto apprezzato dai giovani di tutto il mondo. 

Crediamo nella democrazia, nella trasparenza e nello stato di diritto, nei diritti dell’uomo, nell’inclusione e nella collaborazione” affermò Justin Trudeau lo scorso febbraio in plenaria al Parlamento europeo in occasione dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada.

Ma la vera domanda è questa: chi è Justin Trudeau, divenuto ormai leader indiscusso della cultura pop e simbolo di riferimento per i giovani?

Justin nacque a Ottawa il 25 dicembre del 1971. Figlio di Pierre Elliott Trudeau, ex primo ministro del Canada negli anni Settanta e nei primi Ottanta, fu destinato sin dalla nascita a divenire un leader e crescendo conquistò la maggior parte dei canadesi con le sue idee e il suo carisma.
All’età di sei anni, nel 1977, assistette alla separazione dei genitori e dopo una giovinezza passata per lo più con la madre, nel 1984 il padre si ritirò dalla politica e riprese a occuparsi con maggiore regolarità dei propri figli a Montreal. Il giovane Trudeau frequentò una delle istituzioni scolastiche private più importanti della città, il Collège Jean-de-Brébeuf. Successivamente ottenne una prima laurea in lingue all’Università McGill e una seconda in scienze dell’educazione all’Università della Columbia Britannica. La serenità e la spensieratezza della gioventù si interruppero all’età di 28 anni a causa della tragica morte del padre avvenuta ad ottobre del 2000. In questa triste occasione l’attuale primo ministro del Canada si mostrò al grande pubblico leggendo un commovente elogio funebre. Le sue sincere e toccanti parole fecero breccia nei cuori dei canadesi tanto che l’emittente pubblica CBC ricevette innumerevoli richieste per mandare in replica il discorso di Justin.

Prima di intraprendere ed appassionarsi alla carriera politica, Justin Trudeau lavorò inizialmente come insegnante ed in seguito come attore (interpretando un avvocato del Quebec, Talbot Mercer Pampineau) nella serie televisiva The Great War, la cui sceneggiatura narrava le storie dei soldati canadesi della Prima guerra mondiale.
Probabilmente però, fu proprio la morte del padre a dargli la spinta che lo portò ad interessarsi alla politica ed in particolar modo ai diritti umani, prestando fedeltà al Partito Liberale e contrastando le spinte indipendentiste del Quebec (linea politica che venne, per altro, già perseguita dal padre).
Justin Trudeau fu eletto per la prima volta alla Camera nell’ottobre del 2008, facendosi appunto conoscere soprattutto per le sue proposte innovative, tra cui l’introduzione del servizio civile volontario indirizzato ai giovani. In un momento di crisi per il Partito Liberale, scivolato al terzo posto dopo i Conservatori e il Nuovo Partito Democratico, alle elezioni anticipate del 2011 Trudeau fu nuovamente eletto parlamentare dimostrando di aver definitivamente conquistato cuori e menti dell’elettorato canadese. L’ascesa di Justin Trudeau non si fermò qui e nel 2013 fu eletto a capo del partito e si impegnò per creare un’immagine nuova, moderna e popolare del partito stesso, fortemente in contrapposizione a quella del governo conservatore di Harper. Sarà proprio il suo acume e la sua sete di cambiamento a far conquistare il governo al proprio partito e a fargli espugnare il parlamento con un risultato mai visto prima nel Paese: da 36 seggi a 184 su 338, divenendo il 4 novembre del 2015 il giovane, ventitreesimo, primo ministro del Paese, spezzando così il governo conservatore in carica da nove anni in un Canada afflitto da recessione e disoccupazione.

Justin divenne così il nuovo e giovane volto del Paese, facendosi promotore di temi quali il multiculturalismo e la parità di genere, da opporre alla logica delle barriere e della violenza. Poi ci fu la svolta delineata in politica estera: pacifismo piuttosto che interventismo, politica della porta aperta e dell’accoglienza. Si trattava di punti caratterizzanti del suo programma che sono rimasti, tuttora, al centro delle sue scelte politiche. Fortemente attento ai diritti dei gay, transgender, rifugiati, immigrati, aborigeni e i disabili, divenne in poco tempo il leader della cultura pop, rappresentando perfettamente tutta quella porzione di popolazione che fino ad allora veniva scarsamente tenuta in considerazione, dando loro la possibilità di esprimersi e far sentire la propria voce. Le sue promesse, per molti, suonavano e suonano tuttora molto allettanti: dalla riduzione del deficit alla legalizzazione della marijuana, dalla lotta al cambiamento climatico alle politiche volte ad aumentare le tasse per i più ricchi e a tagliare quelle della classe media, dalla libertà di culto alla difesa dei diritti umani. Promesse che hanno avuto in buona parte un vero e proprio riscontro concreto: il suo gabinetto è composto per metà da donne ed è il più multiculturale della storia del Canada.
Justin Trudeau, nel suo discorso di insediamento, giurò di governare il proprio Paese in modo aperto, etico e trasparente, portando genuinità e freschezza.