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“Aboliamo le tasse universitarie”: siete d’accordo?

Durante il suo intervento, centrato sui temi del lavoro, dei giovani, della cultura e dell'ambiente, Grasso ha avanzato la proposta di rendere l'Università pubblica italiana gratuita

“Lotteremo per i molti, non per i pochi. Molti vivono alle soglie della povertà, molti sono costretti a rinunciare ad adeguate cure mediche, molti non possono proseguire gli studi, molti chiudono attività che mantengono decine di famiglie, molti si barcamenano tra contratti senza tutele e lavori pagati a cottimo, molti hanno paura del futuro. Lo dico senza giri di parole: noi siamo dalla loro parte, senza se e senza ma”.

E’ uno dei passaggi più applauditi del discorso pronunciato dal leader di Liberi e Uguali (LeU) Pietro Grasso davanti alla platea dei delegati all’assemblea nazionale del partito, in corso a Roma. Per molti è una citazione mutuata dallo slogan ‘For the many, not the few’, scelto da Jeremy Corbyn, il leader radicale laburista inglese.
Durante il suo intervento, centrato sui temi del lavoro, dei giovani, della cultura e dell’ambiente, Grasso ha avanzato la proposta di rendere l’Università pubblica italiana gratuita.

“Scuola e ricerca – ha detto – sono il miglior intervento che si possa fare. Ecco i costi. Ci costa 1,6 miliardi di euro, un decimo dei 16 miliardi di euro che il nostro Paese spreca ad esempio per sgravi fiscali e sussidi indiretti ad attività dannose per l’ambiente, secondo dati ufficiali del ministero dell’Ambiente. Aboliamo le tasse universitarie!”.

La proposta che, palesemente, vuole richiamarsi ai valori tradizionali del socialismo, ha creato molte polemiche, la maggior parte proprio dal PD – ex partito di Grasso – e da LeU. Uno fra i tanti, Vincenzo Visco, che ha dichiarato: “Abolire le tasse universitarie penso sia una metafora per dire che c’è diritto allo studio e borse di studio. D’altra parte da noi sono così basse che non è che abolendole succeda molto. È un segnale importante ma è chiaro che è un tema marginale.” E ancora, Francesco Verducci, Responsabile Università e Ricerca dell’Esecutivo nazionale Pd, afferma: “La proposta di Grasso è un favore ai ricchi e a chi non ha voglia di studiare. È qualunquismo controproducente. Il Pd invece sta con i poveri e i meritevoli”. L’idea di Grasso è “un’assurda demagogia, ai limiti dell’incostituzionalità, che danneggerebbe fino ad annientarli Atenei pubblici, in particolare i piccoli del Sud”, twitta Salvatore Margiotta, senatore Dem e docente universitario. “Abolizione regressiva perché “regalare” la cultura ai figli dei borghesi, che possono permettersela, e porli sullo stesso piano del figlio dell’operaio che, se merita, ha tutto il diritto di avercela gratis, fa un piacere ai primi, non ai secondi”,  sentenzia il giornalista Alessio Postiglione

Tra i no e i sì, tra i commenti positivi e quelli negativi e i partiti che litigano, forse ci si è dimenticati di sentire i veri protagonisti del mondo universitario: gli studenti e le loro famiglie che, per la maggior parte, si prendono carico delle spese che comporta affrontare un percorso universitario.

Quindi, voi, cosa ne pensate?

"Aboliamo le tasse universitarie": siete d'accordo?

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