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Sondaggio sui giovani bergamaschi: il 95% andrà a votare

Centottantasei giovani tra i 18 ai 30 hanno detto la loro sui politici più amati e odiati e hanno dato la loro preferenza ai partiti

Centottantasei ragazzi di Bergamo e provincia hanno risposto al nostro sondaggio online “Giovani e politica: andrete a votare?”. Le otto domande riprese dal questionario proposto dall’Espresso con l’intento di scandagliare le opinioni politiche di 1500 neodiciottenni da Nord a Sud, è stato proposto ai giovani bergamaschi per cercare di costruire un quadro indicativo, per quanto possibile, delle opinioni politiche dei ragazzi di città e provincia in vista delle elezioni 2018, naturalmente senza la pretesa di fornire dati con valore scientifico e statistico.

LEGGI QUI: Giovani e politica: andrete a votare?

Centottantasei giovani tra i 18 ai 30 hanno detto la loro sui politici più amati e odiati e hanno dato la loro preferenza ai partiti. Il 95, 7% di loro è sicuro: andrà a votare nelle prossime elezioni.

BGY e politica
 

Perennemente interconnessi. Figli del digitale e del web 3.0, rimangono fedeli alla parola della Rete ed è proprio a Lei a cui i Millenials si riferiscono per reperire informazioni sulla Politica (con il rischio, anche, di incappare in fake news) e da cui si sentono più influenzati. Il 31,7 % di loro, infatti, alla domanda “Da cosa ti senti più influenzato?” ha risposto Rete. A seguire Famiglia (22%), Associazioni (15,1%), Quotidiani (14,5%), Televisione (12,9%) e solo un 3,8% dalla Scuola.

BGY e politica
 

Dopotutto solo il 31,2% degli intervistati ha dichiarato di essere incoraggiato dalla scuola nell’impegno politico. Vista come qualcosa di sbagliato, a volte anche pericolosa – tanto che, spesso, i volantini distribuiti fuori scuola vengono sequestrati perché politicizzati – la politica nelle ore scolastiche viene considerata inutile, l’educazione civica come qualcosa di trascurabile. Il risultato è che manca un luogo dove i giovani possano imparare a discutere seriamente, con capacità e raziocinio, di tematiche trattate solo sommariamente o per slogan dalla Rete, in particolare dai Social. Nel web si trovano molteplici informazioni, la maggior parte molto utili, niente da dire, ma sapere usare il web e saper creare da esso una coscienza politica approfondita e ragionata è tutt’altra faccenda.

BGY e politica
 

E la loro agenda politica? Ius Soli (1,6%), Diritti civili (4,3%), Integrazione europea (6,5%) ed Istruzione (10,1%) sono visti come problemi marginali, che non meritano il primo posto alla domanda “Qual è la priorità per l’Italia?“. Se lo aggiudica, invece, la Crescita economica (36%), seguita dalla Lotta alla corruzione, Chiusura delle frontiere e Uguaglianza di opportunità. Il 7% ritiene che nessuna di queste opzioni sia una priorità.

La destra avanza, la sinistra arretra. Nel 50esimo anniversario del 1968, in cui l’ideologia dominante era quella di sinistra, ci troviamo di fronte ad un’ inversione di tendenza, almeno per quanto riguarda i giovani bergamaschi: la maggioranza degli intervistati (40,9%), afferma di sentirsi più di destra, contro un 36% di sinistra e un 23,1% di centro. 

BGY e politica
 

Sulle preferenze per i partiti il PD raccoglie il 21,5%, al secondo posto, vicinissimo, c’è Casa Pound, con 19,9%. Seguono Lega Nord (14,5), Movimento 5 Stelle (11,8), Forza Italia (4,8); seguono preferenze minori ad altri partiti e movimenti. Come si evince dal grafico, nel complesso, le scelte andrebbero alla “destra”.

BGY e politica
 

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Ma la verità è che non sanno quale partito votare, visto che l’11,3 % ha risposto “Nessuno di questi” alla domanda “Per chi voterai nel 2018?”, così come il leader che piace di più è “Nessuno”. Il motivo? Forse, per molti giovani la proposta politica è così “misera” da giustificare ampiamente il dramma della scelta e la decisione di votare per il meno peggio, ma non il migliore.

BGY e politica
 

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Tra i capi di partito Matteo Renzi resta un leader che divide l’opinione dei più giovani: il 15,6% lo apprezza, per il 19,4% è il peggiore d’Italia, secondo solo a Matteo Salvini che si aggiudica il primato dei più “antipatici” per il 32,3, ma del migliore per il 9,1. Ma per gradimento il primo posto è conquistato da Simone Di Stefano (18,8), leader di Casa Pound; medaglia di bronzo, invece, per Emma Bonino (10,8). Il più giovane dei leader Luigi Di Maio è amato solo dal 6,5% e non apprezzato addirittura dal 14,5%.

BGY e politica
 

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Tra partiti che salgono e leader messi in discussione, i Millennials bergamaschi ne rottamano decisamente alcuni: Giuliano Pisapia e Massimo D’Alema sono i meno apprezzati, votati solo dal 1,6%. Un po’ meglio per Angelino Alfano, 2,2%, Giorgia Meloni, 3,2% e Silvio Berlusconi che sopravvive con un 3,8%.

Le centottantasei risposte ricevute in questo viaggio a bordo di un clic, sembrano mostrare ragazzi scettici, disillusi, da un lato rassegnati alla legge del male minore, ma dall’altro animati da volontà di impegno, tanto è che il 95,7% ha dichiarato che andrà a votare. Nella terra di nessuno dell’indecisione, sembra esserci davvero bisogno di un nome nuovo che riporti speranza: che sia da trovare in noi stessi?

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