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Iran, le imprese bergamasche: “Attendiamo gli sviluppi delle rivolte” foto

Le imprese bergamasche impegnate in Iran preferiscono attendere e non prendere decisioni affrettate. Certo rimane la preoccupazione.

Prendono tempo, almeno fino a lunedì 8 gennaio quando tutte torneranno operative dopo le vacanze di Natale. Le imprese bergamasche impegnate in Iran preferiscono attendere e non prendere decisioni affrettate. Certo rimane la preoccupazione. Non nascondono il loro fiato sospeso, anche perché oltre alle rivolte in Iran c’è la posizione non certo favorevole a rassicurare gli animi del presidente Usa Donald Trump.

Da quando giovedì 28 dicembre in Iran ci sono state grandi manifestazioni dei cittadini per chiedere migliori condizioni economiche e per protestare contro l’aumento dei prezzi e la disoccupazione, gli occhi del mondo si sono concentrati sull’antica Persia per comprendere che cosa stia avvenendo.

Negli ultimi due giorni le proteste sono diventate violente. Secondo la televisione di stato sono oltre venti i morti, mentre centinaia di persone sono state arrestate. Duecento solo a Teheran. Si tratta delle manifestazioni più grandi avvenute in Iran dal 2009, anno delle enormi proteste del cosiddetto “movimento dell’Onda Verde”, che nacque per denunciare i brogli elettorali nelle elezioni presidenziali vinte dal conservatore Mahmud Ahmadinejad.

Per la Vitali Spa c’è attenzione, più che preoccupazione, dispiacere. La società di Cisano Bergamasco (leggi qui) aveva sottoscritto dei protocolli di intesa, ma ancora non aveva effettuato investimenti.
“Certo rimane l’amarezza di una possibilità perduta, ma siamo fiduciosi che la situazione volga al meglio. Abbiamo visitato il Paese e ci è sembrato pronto ad accogliere aziende estere. Rimaniamo in attesa”.

A livello nazionale, per l’Italia, si ipotizzava in un periodo di pace, un incremento delle esportazioni per 3 miliardi di euro in tre anni. Dopo l’accordo raggiunto sul nucleare, eliminate le sanzioni, si apriva un importante mercato per il Made in Italy costituito da 80 milioni di abitanti.

In testa alle imprese bergamasche anche la Omb Valves (leggi qui) di Cenate Sotto, che produce valvole per l’industria del comparto energetico. Nessun commento da parte di Simone Brevi, ad della Omb Valves. Così come restano cucite le bocche dei vertici delle Officine Luigi Resta di Scanzorosciate, preferendo un solo commento: “Riapriamo l’8 gennaio, allora valuteremo la soluzione”.

In attesa anche la Abb di Dalmine, la Gewiss di Cenate Sotto – che rimarca come l’Iran sia una scommessa, ma che incide poco sul fatturato dell’azienda di Bosatelli. Tutti in attesa dell’8 gennaio, quando riapriranno anche alla Imequadri Duestelle di Urgnano.

C’è l’esperienza positiva della GFM Spa di Mapello, (leggi qui)ma resta per ora l’unica azienda bergamasca a rimarcare la propria fiducia in Iran. Non resta che attendere e aspettare il prossimo 8 gennaio, intanto si attendono ulteriori notizie dall’ex paese degli scià.

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