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Bufera a Cologno, Lega attacca e il sindaco replica: “Senza pudore, ha lasciato debiti per 9 milioni”

L'ex primo cittadino si scaglia contro l'Amministrazione per la situazione del fossato: "Si disinteressano del simbolo del paese". La Drago cita il caso piscine: "Almeno misurare le parole quando si fa cenno al 'degrado'

Polemica dai toni accesi a Cologno al Serio, tra l’attuale sindaco Chiara Drago (Pd) e il capogruppo della minoranza leghista Roberto Legramanti. L’esponente del Carroccio – nonché ex primo cittadino – si è scagliato contro l’Amministrazione per la situazione del fossato del paese, in questi giorni nuovamente a secco. “Si disinteressano del simbolo di Cologno”, ha attaccato Legramanti.

Il prosciugamento delle acque, però, non causerebbe solo un danno d’immagine. Il vero problema sarebbero gli odori poco piacevoli che si vengono a creare in seguito alla formazione del fango e della melma: “Basterebbe riattivare le pompe giorno e notte – ha dichiarato Legramanti al Giornale di Treviglio – e non solo in determinati momenti della giornata. Prima veniva gente da tutte le parti per passeggiare lungo il fossato e godere della vista delle fontane. Oggi non ci passa più nessuno. Vuoi l’assenza di acqua, vuoi che la pavimentazione è in uno stato pietoso”.

Durissima la replica del sindaco Chiara Drago, affidata ai social network: “L’Italia è quel Paese in cui puoi causare enormi danni, come, per citarne uno solo, 9 milioni di debiti per un impianto natatorio su cui si indaga per truffa aggravata, senza che ciò ti imponga il pudore non dico di ritirarti a vita privata, ma almeno di misurare le parole quando si fa cenno al ‘degrado’, che se la prende con noi perché lasceremmo a secco il fossato causando il degrado del nostro paese”, ha scritto sul suo profilo Facebook.

Il post del sindaco

Il riferimento, per nulla velato, è alla situazione delle piscine di Cologno al Serio: un’opera rimasta incompiuta (il centro è chiuso dal 2013 con un debito di 9 milioni di euro per il Comune) e sulla quale la Magistratura aveva aperto un’inchiesta.

“Ci siamo imbattuti in un ciclo di siccità che ha fatto abbassare la falda ovunque – continua il sindaco -. Questo problema è noto, grave e studiato, ma Legramanti crede che noi passiamo il nostro tempo a togliere acqua dal fossato per degradarlo”.

 

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