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Smog, si chiude un anno grigio: "A Bergamo 80 giorni fuori legge" - BergamoNews
Il bilancio

Smog, si chiude un anno grigio: “A Bergamo 80 giorni fuori legge”

Nel 2016 ne furono registrati 53. L'allarme di Legambiente: "Servono interventi più drastici"

Per quanto riguarda Bergamo, sono 80 le giornate che nel 2017 hanno visto superata la soglia critica giornaliera di Pm10 sopra i 50 microgrammi: 27 in più rispetto allo scorso anno, quando ne furono registrate 53 (Il limite da non superare, secondo le direttive dell’Unione europea, è di 35). Lo evidenzia Legambiente, che ha effettuato una panoramica dell’allarme smog a livello regionale consultando i dati Arpa.

“L’anno che si è chiuso – commenta l’associazione ambientalista – ha fatto registrare un peggioramento dei dati di inquinamento dell’aria rispetto al 2016. In tutti i capoluoghi lombardi (tranne Monza) le concentrazioni medie di PM10 sono cresciute, complici sia la minor piovosità, registrata soprattutto nelle località della bassa Padana, sia il generalizzato aumento del traffico veicolare”.

Il record peggiore spetta a Cremona, con 105 giorni di Pm10 sopra la soglia. Seguono Pavia (101), Milano (97), Lodi (91), Mantova (87), Monza (86) e Brescia (81). Un’aria più pulita rispetto a Bergamo è stata invece rilevata a Como (69 giorni di superi), Varese (45), Lecco (43) e Sondrio (22).

Tabella 2

 

Per quanto riguarda la concentrazione media annua di Pm10, il dato bergamasco si ferma a 37,5 (31,8 nel 2016). Sesto capoluogo a livello regionale dopo Cremona (41,3), Milano (39,9), Lodi (38,4), Pavia (38,1) e Brescia (37,6).

Tabella aria

“Su un periodo più lungo – commenta Legambiente – i dati mostrano invece una tendenza al rallentamento del trend positivo in corso da decenni”.  Se si considera ad esempio il dato del 2006, i giorni di superamento della soglia erano risultati rispettivamente pari a 90 a Bergamo, 162 a Lodi, 149 a Milano, 148 a Mantova, 146 a Brescia, 145 a Monza, 138 a Cremona e Sondrio, 113 a Pavia, 102 a Como, 83 a Lecco e 56 a Varese.

“La riduzione delle concentrazioni medie ha lasciato il posto ad una stabilizzazione dei valori nell’ultimo quinquennio – continua l’associazione -. Segno che, probabilmente, si sta esaurendo l’effetto del miglioramento delle motorizzazioni, in particolare per quanto riguarda i diesel, maggiori contribuenti allo smog urbano, per i quali la differenza in emissioni tra le immatricolazioni più recenti e la media del parco circolante appare sempre meno rilevante. Evidentemente – sostiene Legambiente – né il piano regionale (PRIA), né l’accordo antismog delle regioni padane stanno dando risultati differenti da quelli attesi in base alle tendenze di lungo periodo”.

Secondo Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia “le misure per la lotta all’inquinamento si confermano insufficienti a conseguire i miglioramenti necessari entro tempi accettabili. Non possiamo passare i prossimi 50 anni a fare la danza della pioggia per ottenere aria più respirabile. Occorrono interventi ben più drastici di quelli prospettati, a partire da una road map per l’estinzione dei motori diesel e dall’attivazione di misure sul fronte delle emissioni di fonte zootecnica”.

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