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Sei povera? Puoi abortire. E il vescovo bergamasco condanna la legge boliviana

Don Eugenio Scarpellini, nativo di Verdellino e vescovo di El Alto, condanna il nuovo Codice penale boliviano che permette l'interruzione di gravidanza nel caso di mancanza di risorse economiche necessarie alla cura del bambini, in presenza di malformazioni fetali o quando la madre è una studentessa

“Si è firmato il certificato di morte del vivere bene”: con queste parole monsignor Eugenio Scarpellini, originario di Verdellino e vescovo della popolosa città di El Alto, in Bolivia, durante l’omelia di domenica scorsa ha condannato il nuovo Codice penale, approvato in via definitiva dal Senato Boliviano.

eugenio scarpellini

Nel dispositivo legislativo che estende le cause per interrompere la gravidanza e interessa le donne boliviane, tra i motivi “ammessi” c’è anche quello della povertà della madre.

“In Bolivia il valore della vita e la dignità della persona umana – ha detto monsignor Scarpellini – saranno d’ora in poi soggette all’impero delle organizzazioni internazionali economicamente più potenti. Nella società continuano ad esserci Erode e Pilato che macchiano le proprie mani con il sangue degli innocenti”.

Fino ad ora, nel paese latinoamericano l’aborto era permesso solo in caso di stupro, incesto o quando la vita della madre era in pericolo. Nel Codice penale sono state introdotte nuove disposizioni: oltre alla mancanza di risorse economiche necessarie alla cura del bambini, l’interruzione di gravidanza è consentita anche nel caso in cui una la madre sia una studentessa o in presenza di malformazioni fetali.

La Conferenza Episcopale Boliviana aveva già preso posizione, nei mesi scorsi, sulla riforma del Codice che – secondo i vescovi boliviani – “deforma il sistema penale introducendo la povertà come giustificazione di delitti quali l’infanticidio e l’eutanasia, come se essere povero fosse un motivo sufficiente per violare la legge”. Inoltre si introduce una visione antropologica che “scarta” i bambini vulnerabili o disabili e concepisce la “triste violenza dell’aborto” come soluzione di problemi sociali ed economici. L’aborto violenta il corpo della donna, provocandole gravi ripercussioni a livello psicologico, come la sindrome post-aborto le cui conseguenze sono molte volte irreparabili”.

“Ipocrita”, secondo il vescovo bergamasco di El Alto, l’atteggiamento del presidente boliviano Evo Morales che, nello stesso giorno dell’approvazione del nuovo Codice penale, si è recato in visita in Vaticano da Papa Francesco.

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